Relazione del presidente Mario Forni a nome del Comitato.
1. Consuntivo dell’anno 2000.
Anno lungo che va dal 18 gennaio 2000 fino alla votazione del 18 febbraio 2001; anno che per l’Associazione è stato il più intenso e ricco di quelli finora vissuti.
Senza voler tornare troppo sui particolari di un’attività multiforme, riassumerei in periodi e momenti:- periodo di avvicinamento agli atti decisivi sull’iniziativa dei privatisti: dall’ultima nostra assemblea (Bellinzona, 18 gennaio 2000) al lancio del Controprogetto il 3 ottobre 2001; il Comitato ha seguito da vicino: - l’elaborazione finale del Testo conforme; - le mosse degli avversari, la loro tattica sinuosa fatta di incertezze e tentativi di ritardare, possibilmente evitare, la votazione popolare (Ricordo il nostro Comunicato stampa del 4 ottobre);
- ottobre - 8 nov. 2000: - incontri-dibattiti contraddittori a Bellinzona, Canobbio e Ambrì; - sedute ravvicinate del Comitato che si apre anche ad altri amici e si prepara al lancio eventuale del referendum; - l’8 nov. arriva la decisione del Gran Consiglio, che giudichiamo negativamente (Comunicato del 13 nov.); esprimiamo la volontà di sottoporre in un modo o nell’altro la questione al popolo;
- novembre – dicembre 2000: - verso metà nov. gli iniziativisti decidono di mantenere l’iniziativa, evitiamo così di indire il referendum; - il 21 nov. il Consiglio di Stato decide di far votare i due oggetti in una sola tornata (nostra reazione di perplessità nel Comunicato del 23 nov.); - allestiamo il primo elenco del Comitato per il doppio NO; - elaboriamo i primi testi di propaganda (volantino dell’Associazione e volantino del Comitato doppio NO);
- gennaio-febbraio 2001: campagna votazione; attività principali: - costituzione definitiva del comitato per il doppio NO (quasi 300 persone) – richiesta di fondi dapprima ai nostri associati poi via via ad altri sostenitori (incontrata grande generosità in molti. Grazie! Raccolti fino ad oggi ca 70'000.- Fr, per cui, tenuto conto della riserva accantonata in tre anni dall’Associazione, circa 30'000.- Fr; per azzerare il consuntivo-votazione di 110'000.- in data 20 marzo mancavano ancora ca 15'000.- Fr.); - costituzione di una lista di relatori per i mass media e loro distribuzione nelle diverse trasmissioni (anche qui molti i disponibili, che alla prova dei fatti si sono dimostrati abili ed efficaci); - redazione di articoli e altri interventi (parecchie le interviste chieste anche dalla Svizzera interna e romanda); - contatti molteplici con scuole, comitati di genitori, comitati di allievi, ecc.;
- stampa e diffusione del materiale propagandistico: manifesti, locandine, volantini, inserzioni giornalistiche, ecc. (dobbiamo qui ringraziare i professionisti che ci hanno aiutati,facendoci anche degli sconti).
- In conclusione, una campagna lunga e faticosa per il Comitato; ma, visto l’esito, ne è valsa la pena.
Esito della votazione e importanza del risultato: se non mi sbaglio, era la prima volta che il popolo ticinese si esprimeva in un plebiscito pro o contro la scuola pubblica: il successo del NO è andato oltre ogni previsione. Ciò ha dimostrato:a) la straordinaria vitalità, dopo quasi due secoli, del modello ‘scuola pubblica’ di derivazione illuministica importato da Stefano Franscini.
b) La riconoscenza del popolo ticinese nei confronti della propria scuola pubblica, che da oltre un secolo e mezzo serve il paese con intelligenza e dedizione, ed ha potentemente contribuito alla sua crescita culturale, sociale, politica ed economica.
c) Il persistere della fiducia popolare nello stesso modello anche sulla soglia di un futuro nuovo come quello che ci sta alle porte, caratterizzato dalla mondializzazione e pertanto da rimescolamenti mai visti prima di popolazioni, di culture e di tradizioni, nonché da bisogni nuovi e maggiori di scolarizzazione e di aggiornamento continuo.
Il popolo ticinese vuol continuare ad affidarsi alla scuola che ha garantito e garantisce:
- l’emancipazione individuale di tutti i suoi figli senza esclusioni né discriminazioni; - la solidarietà tra i gruppi sociali, le regioni, gli indigeni e i nuovi arrivati;
- l’integrazione sociale in ogni circostanza;
- la democrazia.
Il popolo ha confermato l’acquisito che ha dato buona prova ed ha bocciato le avventure, sotto forma di privatizzazioni inconsulte anche nel campo intoccabile di quell’”organo istituzionale di formazione dei cittadini” che è la scuola secondo le parole di P. Calamandrei.
Il popolo ticinese ha detto di non essere disposto ad arrischiare un gioiello di famiglia come la scuola pubblica, faticosamente costituita in due secoli di progetti e sacrifici.d) Con tutto questo il popolo ha riconfermato la responsabilità della scuola pubblica nei confronti della gioventù e l’ha impegnata a continuare a svolgere la sua opera di cultura e civiltà.
e) Ultima cosa: il popolo ha espresso la chiara volontà che le risorse a disposizione vengano concentrate sulla scuola pubblica (con le eccezioni di legge in favore dei giovani che non si trovano in condizioni di frequentarla e devono far capo a istituti privati).
Ultimamente si è potuto leggere che l’esito della votazione non sarebbe ancora stato precisato nella sua portata giuridica. Ne approfitto per osservare che formalmente la portata di quel voto non è forse grandissima: il popolo ha semplicemente respinto una proposta di modificazione legislativa. Teoricamente i privatizzatori potrebbero tornare alla carica, dal momento che il 18 febbraio non ha né consolidato né tanto meno modificato la Costituzione.
Eppure il risultato del 18 febbraio è di grande, speriamo decisiva, importanza culturale, sociale e politica. Il Popolo ha eretto una barriera formidabile a difesa non soltanto della scuola pubblica, ma di una versione solidale della società e di una visione dello Stato come garante di conquiste pubbliche fondamentali. Per questo sembra oggi difficile che vengano riproposte richieste simili a quella bocciata. E sarà tanto più difficile quanto più lo spirito del 18 febbraio rimarrà vivo. Per questo tocca adesso alla scuola pubblica e a chi ne ha la responsabilità politica onorare fino in fondo la scelta popolare.2. Preventivo 2001
Nel suo piccolo anche la nostra Associazione vorrebbe contribuire a mantenere vivo e operante lo spirito del 18 febbraio 2001, mettendosi a disposizione per aiutare a migliorare la scuola pubblica.
- La domanda è: Che sarà dell’’Associazione per la scuola pubblica’ dopo la vittoria del 18 febbraio scorso?
A parole la risposta è immediata: siccome i suoi scopi sociali sono due:
a) difendere la scuola pubblica,
b) migliorarla;
e siccome il primo scopo è stato raggiunto come meglio non si poteva grazie alla mobilitazione di tutto il paese, adesso bisogna dedicarsi al secondo.
Nè saldi né liquidazioni, dunque, almeno secondo il Comitato; bensì assunzione di nuovi impegni e adattamenti a nuovi compiti, dopo una seria analisi della situazione.- Il nuovo contesto.
1. La campagna per la votazione ha riproposto la scuola pubblica all’attenzione del paese. La cittadinanza si è resa conto che un bene comune, al quale si era forse abituata come a qualcosa di dato e di ovvio, poteva anche essere minacciato. Con il suo voto ha risposto con estrema decisione che si opponeva ad ogni manovra che potesse indebolire la sua scuola. Con ciò ha rinnovato la propria fiducia alla scuola di tutti, ma le ha pure confermato la grave responsabilità di continuare a formare le nuove generazioni. Toccherà in primo luogo alla scuola stessa, intesa come sistema formativo dai suoi vertici fino all’ultimo docente, raccogliere la nuova sfida e continuare a meritare questa splendida fiducia.
2. La necessità di opporsi alla famigerata iniziativa ‘per un’effettiva libertà di scelta della scuola’ ha coalizzato forze sociali preziose, che sarebbe imperdonabile disperdere. Si tratta di forze democratiche e solidali diffuse per tutto il territorio, trasversali rispetto a partiti e chiese. Forze che, vincendo, si ritrovano adesso con la responsabilità di stimolare una politica scolastica senza avventure, ma molto attenta ai bisogni scolastici e parascolastici sempre nuovi di una società assai dinamica; una politica scolastica lungimirante nei progetti e generosa nei provvedimenti.
3. Bisogna ammettere che non sempre negli anni passati queste forze sono riuscite a determinare una politica scolastica capace di mantenere la nostra scuola all’altezza delle necessità. Esse hanno dovuto assistere a deplorevoli misure di risparmio, a conseguenti tagli o cadute di qualità di taluni servizi, a nuove difficoltà per famiglie e docenti, al venir meno di margini di manovra all’interno degli istituti, al diminuire della tensione innovativa, ecc. In questo momento si tratta per loro di trovare nuova efficacia, anche grazie a nuove forme organizzative. Rimangono ovviamente i partiti politici e i sindacati, come pure le associazioni professionali dei docenti, i comitati e le assemblee dei genitori, i collettivi studenteschi…
a) Se tale è il contesto, quale può essere il posto di un’Associazione come la nostra nella stagione, che può e deve aprirsi, di miglioramento della nostra scuola? Siamo un migliaio di liberi cittadini, di varia tendenza e professione, che hanno dimostrato vivo interesse per la scuola pubblica, si sono impegnati insieme in una campagna difficile e costosa, sono stati premiati e quindi uniti ancora di più dalla vittoria del 18 febbraio e ora sono certamente disposti a continuare.
L’Associazione può perciò diventare un osservatorio apartitico e aconfessionale del sistema-scuola, un luogo d’incontro delle forze sociali che sostengono tale sistema, un tramite per sottoporre alle autorità responsabili progetti e rivendicazioni per il suo miglioramento continuo, un mezzo di pressione per accompagnarli a buon fine.
Qualcuno ha già parlato di “lobby per la scuola pubblica”. Perché no?b) Un luogo simile appare tanto più auspicabile in quanto sappiamo che in questo paese il mondo della scuola scarseggia di rappresentanza politica. Proprio il dibattito sui sussidi per le scuole private e la loro approvazione a maggioranza, poi sconfessata dal popolo e trasformatasi in una figuraccia, hanno dimostrato che la scuola non può fidarsi ciecamente di un Gran Consiglio, dove non sono rappresentati né gli studenti, né i docenti, né i genitori in quanto tali. Un Gran Consiglio non di rado distratto o frettoloso sulle cose di scuola, che può essere condizionato da improvvisazioni, alleanze strumentali, tattiche di potere, senza rapporto con gli interessi della gioventù in formazione.
c) Mi sembra dunque che ci sia posto per un’associazione che si dia come funzione di ‘pensare la scuola per migliorarla’, di fornire analisi di realtà, idee e spunti di soluzioni, argomenti per agire…
Per poter essere efficace, un simile forum dovrà istituire rapporti intensi con quelle che, secondo la Legge della scuola, sono le ‘componenti della scuola’, ma che spesso stentano a trovare sbocchi operativi. In concreto, la nostra associazione dovrà probabilmente accogliere nel proprio Comitato anche elementi che lo colleghino più sistematicamente con i sindacati e le associazioni dei docenti, con l’associazione cantonale dei genitori, con il collettivo studentesco… In questo modo si potrà rendere la collaborazione più facile e continua e si potranno aiutare questi ‘corpi’ a trovare ascolto e rispondenza presso le autorità e dunque a rendere più feconda la loro opera.- Approvando questa mia relazione, l’Assemblea darà automaticamente mandato al suo Comitato di utilizzare la parte restante di questo 2001, ultimo anno del quadriennio, per preparare sia la nuova Associazione, adattata ai nuovi compiti, sia le elezioni sociali, ossia il Comitato che dovrà pilotarla dal 2002 al 2005.
Vi ringrazio fin d’ora della vostra preziosa fiducia.
Mario Forni, presidente.
Verbale dell’Assemblea ordinaria del 27 marzo 2001 a Bellinzona
1. Il pres. M. Forni dà il benvenuto alla settantina di soci presenti; saluta e ringrazia idealmente gli oltre 62'000 cittadini ticinesi che il 18 febbraio 2001 hanno votato DUE NO contro l’iniziativa ‘per un’effettiva libertà di scelta della scuola’ e il controprogetto relativo, bloccando così il tentativo di introdurre nel paese il ‘libero mercato scolastico’. La sala applaude festosa!2. Lo stesso pres. Forni funge da presidente del giorno e apre la seduta. In sede di ‘Approvazione del verbale dell’Assemblea ordinaria 2000’ (Bellinzona, 18 gennaio) il pres. riassume quel verbale, ne rilegge i passi più significativi e ne chiede l’approvazione. La sala approva unanime.
3. Segue la lettura della relazione del Comitato per l’anno sociale 2000, prolungato in realtà fino alla votazione del 18 febbraio 2001. La sala approva, non senza rivolgere sentiti ringraziamenti al Comitato e a tutti quelli che hanno lavorato per lo straordinario esito della votazione popolare (quasi il 75% dei votanti ha espresso un DOPPIO NO!).
4. Il pres. presenta il Programma di attività per il 2001. Anche questa relazione, centrata sul rilancio dell’Associazione affinché possa contribuire al miglioramento continuo della scuola pubblica, è ottenibile presso il pres. Forni e visibile su questo sito.
Segue una nutrita discussione:- Il dir. Mainini mette in evidenza che la votazione del 18.02.’01 ha avuto una doppia valenza:
a) confermare la scuola pubblica,
b) frenare l’avanzamento di un presunto ‘nuovo’ fatto di privatizzazioni e di smantellamento dei servizi pubblici.
L’Associazione dovrebbe in qualche modo farsi carico anche di quest’altro significato, impegnandosi anche in favore di altri servizi pubblici minacciati.- Altri (Buletti, Ceschi, Tognola, Caratti S., Ferrari C., Biscossa A.) si associano, proponendo collegamenti con altre associazioni aventi fini analoghi, chiedendo che il Comitato scelga pure quando, dove e come intervenire, ma non tenga l’Associazione fuori dalla mischia politica in difesa della ‘cosa pubblica’. Si tratta di manifestare una cultura del bene pubblico.
- Altri (Pedrozzi R, Poletti F., Merlini G.) chiedono cautela: difficile coinvolgere l’Associazione su altre privatizzazioni, sulle quali gli associati potrebbero avere pareri discordanti. Attenti a non disperdere le forze che noi dobbiamo impegnare per la scuola pubblica! Difficile affermare che il risultato del 18 febbraio esprima un’avversione a tutte le privatizzazioni. Esiste già un’altra associazione che si prefigge di difendere il servizio pubblico. Noi abbiamo l’appoggio della popolazione nel campo del miglioramento della scuola pubblica (politica scolastica).
- Il pres. ribadisce che lo scopo sociale dell’Associazione è il miglioramento della scuola pubblica, per il quale non mancherà certo il lavoro. Fa presente che le forze dell’Associazione sono tutt’altro che illimitate. Comprende la richiesta di valorizzare il consenso del 18 febbraio anche per difendere e promuovere il servizio pubblico in generale, ma rivendica libertà per il Comitato di intervenire su altre ev. ‘privatizzazioni’ quando e come ne vedesse la possibilità e l’utilità.
Con questa aggiunta, la relazione programmatica per il 2001 viene approvata a grande maggioranza.5. Approvazione dei conti 2000.
Il cassiere signor O. Schaub, in assenza dei due revisori ammalati, legge il ‘Rapporto di revisione dei conti dell’esercizio 2000’ che constata un patrimonio netto al 31.12.2000 di Fr. 28'285.40.
(maggiore entrata anno 2000 Fr. 6'304.65), afferma che ‘la contabilità è tenuta in modo regolare e
ordinato’, ‘le poste del bilancio e del conto economico corrispondono al saldo della contabilità al 31 dicembre 2000 e trovano riscontro nella documentazione e pezze giustificative prodotte’; i revisori propongono l’approvazione dei conti dell’esercizio 2000 e l’Assemblea approva all’unanimità.
Il pres. aggiunge alcune altre informazioni:
- il patrimonio di Fr. 28'285.40 è stato messo a disposizione per la campagna-votazione del 18 febbraio e ivi utilizzato;
- tale campagna è costata ca 110'000.- Fr. Il giorno prima dell’assemblea (26 marzo) mancavano ancora Fr. 10'400.- per coprire tale consuntivo. (In data 03.04.2001 il sig. Schaub comunica che siamo ancora scoperti per 4'700,- Fr. Per cui possiamo ‘tirare il fiato’).
- In data 23 marzo 2001 è arrivata la decisione della Divisione delle contribuzioni. Dietro nostra sollecitazione ‘risolve che l’istanza è accolta. L’associazione per la scuola pubblica del Cantone e dei Comuni (…) è esonerata dal pagamento delle imposte cantonali e federali sull’utile e sul capitale (…) fino all’anno 2004 compreso. Alla scadenza di questo termine l’associazione è tenuta a presentare una nuova domanda di esenzione.
- Per quanto riguarda la ‘Deduzione dal reddito imponibile risp. dall’utile imponibile delle devoluzioni volontarie’, ‘Tutte le persone fisiche potranno dedurre (…) devoluzioni dell’importo minimo di 100.- Fr. durante l’anno fiscale’ sia per l’imposta cantonale sia per quella federale.6. Determinazione della tassa sociale per il 2001. Il pres. propone che si confermi la tassa di Fr. 20.- e l’Assemblea approva.
7. Eventuali.
- Prende la parola il consigliere di Stato dir. del DIC, avv. G. Gendotti, ospite gradito dell’Associazione. Ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla storica vittoria del NO il 18 febbraio scorso. Dichiara la ferma intenzione propria e di tutto il DIC di impegnarsi a fondo per migliorare costantemente la scuola pubblica. La vittoria del 18 febbraio incoraggia una politica scolastica dinamica ed esigente. Non possiamo certo dormire sugli allori. Ci sono due campi di ricerca di nuove soluzioni: quello strettamente scolastico, dove occorre sperimentare nuove vie didattiche, si deve ristudiare il capitolo dell’insegnamento delle lingue seconde, c’è il problema della violenza nella scuola che si acuisce, occorre tornare su decisioni imposte da risparmi a volte affrettati (monte ore, per esempio), ecc.; nel secondo campo, del parascolastico, si stanno verificando i bisogni di doposcuola, mense, case per gli studenti, ecc. S’intendono aprire un paio di istituti per allievi difficili, anche per curarne un migliore inserimento negli itinerari di formazione.
- Il pres. ricorda infine il prof. Franco Lepori a tre anni dalla tragica scomparsa. Oggi avrebbe 60 anni e sarebbe certamente con noi a festeggiare, lui che fin dall’inizio ha sostenuto l’associazione entrando nel Comitato ed ha lavorato per la riuscita dell’opposizione all’iniziativa privatista. I presenti onorano la sua memoria con un minuto di silenzio.
Alle ore 23 circa il pres. chiude la serata dopo aver ringraziato gli intervenuti e augurato all’associazione di saper continuare nel suo proficuo lavoro.