ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


Una breccia nel sistema formativo pubblico


Il sì al finanziamento alle scuole private ha guadagnato il parlamento, dopo essere stato massicciamente sostenuto dagli ambienti cattolici e neo-liberisti. Come era prevedibile, visto che la rappresentanza politica del cantone nell’ultimo decennio si è spostata ulteriormente verso destra. Si tratta di una decisione senza mezzi termini, visto che sia l’iniziativa, che il cosiddetto controprogetto, atto ad aggirare un eventuale rifiuto della stessa da parte del parlamento, sono andati in porto.

Un duro colpo per quella scuola pubblica istituita progressivamente a partire dal lontano 1837, per iniziativa di Stefano Franscini, vero e proprio fiore all’occhiello del Ticino repubblicano. Certo la scuola fransciniana non poteva, o molto semplicemente non voleva, eliminare le diseguaglianze sociali, ma per decenni ha garantito a tutti una formazione di base gratuita. Il finanziamento della scuola pubblica ha sempre implicato, tramite le imposte, una perequazione finanziaria in favore delle classi meno favorite. Ora l’offensiva neo-liberista contro i settori pubblici, e per una redistribuzione della ricchezza in favore delle classi più favorite, ha ridato fiato anche al mondo cattolico sempre pronto a rafforzare la sua influenza tramite l’educazione delle nuove generazioni. Un offensiva iniziata già all’inizio degli anni ’90 e in Ticino, nell’ambito scolastico, concretizzatasi per la prima volta con la creazione dell’Università della Svizzera italiana (Usi). Certo, proprio quella università tanto celebrata in questi giorni per aver portato alla laurea i primi studenti dopo la sua apertura nel 1996. L’Usi è in effetti un università privata, almeno per quanto riguarda le sue facoltà di scienze delle comunicazioni e di economia a Lugano, un università che subisce una forte influenza da parte delle forze conservatrici di destra imperanti nel cantone. E’ forse un caso che molti insegnanti siano vicini al movimento cattolico Comunione e Liberazione? O che una parte di essi provengano dalla Bocconi di Milano? Il modo in cui è stata costituita l’Usi è stata la vera prima picconata al sistema pubblico di formazione, una picconata non solo di dimensione regionale, ma addirittura di statura nazionale. Le lauree dell’Usi sono infatti oggi riconosciute a livello federale, avendo la Confederazione recentemente accettato il Ticino tra il novero dei cantoni universitari. Per soli motivi culturali? Difficile a credersi. In realtà l’Usi costituisce una vera avanguardia, un esempio da seguire per gli altri cantoni universitari. La parola d’ordine dell’Usi, maggiore autonomia finanziaria nel quadro di un legame organico con le industrie e le banche private, deve diventare in pochi anni lo slogan di tutte le università svizzere. Secondo Mauro Martinoni, dell’ufficio studi universitari, l’Usi e ogni università, devono giocare il loro ruolo per ricevere finanziamenti e attirare studenti. L’istituto è quindi concepito come un’azienda che attira clienti e produce sapere funzionale al profitto, in quanto sempre a detta dello stesso Martinoni «la globalizzazione non tocca solo le banche, ma il cuore della produzione del sapere, considerata centrale  per la creazione di ricchezza». Dove sono finiti i discorsi sull’Università come promozione della scienza e della cultura di un paese, in funzione della crescita economica e sociale della società? La nuova Università è funzionale alla ricerca immediata del profitto, non al miglioramento della qualità di vita dell’umanità sul medio e lungo termine.
Ecco allora che non può sorprendere una seconda e sostanziale picconata alla scuola pubblica, questa volta nell’ambito degli altri ordini di scuola. In Ticino, con iniziativa e controprogetto si attaccano direttamente le scuole dell’obbligo. La scuola media superiore pubblica è invece rimessa in discussione dalla sola iniziativa. Un passo ulteriore questo, incoraggiato da una dinamica europea che vede il diffondersi del sostegno pubblico alla scuola privata: in Italia per esempio sovvenzioni pubbliche alle scuole private sono state decise tramite riforme locali: in Lombardia e nella città di Bologna. In Lombardia sotto forma di un buono scuola fino a due milioni di lire che copra il 25% delle spese scolastiche indipendentemente dalla scuola frequentata. A Bologna sono le scuole private convenzionate con il comune a beneficiare di un buono scuola fino a due milioni di lire. In Ticino come altrove è venuto il momento di battersi per la strenua difesa della scuola pubblica dagli attacchi combinati da parte di neo-liberisti e di cattolici conservatori. La lotta in Ticino si concentrerà sul voto popolare che in qualunque caso ci sarà. Solidarietà parteciperà alla campagna e se necessario si lancerà in un sostegno senza remore ad un eventuale referendum, in caso l’iniziativa dovesse essere ritirata.

 

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