ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


Voglia di dare, di insegnare e aiutare


Leggendo i giornali in questi giorni risulta difficile non intervenire, come docente, ma anche come cittadina, vedendo la scuola pubblica additata e accusata, quasi, di non garantire più la libertà di scelta.
Dapprima come ex-allieva di questa scuola devo dire che sono grata per quello che la scuola mi ha dato e mi ha permesso di diventare. Ai tempi della scuola non me ne rendevo conto, ma quando ho iniziato a viaggiare e confrontarmi con studenti di altri cantoni e nazioni ho potuto veramente capire quello che avevo ricevuto: un buon livello culturale, la capacità di parlare bene ben tre lingue straniere e, quello che ho apprezzato più di tutto, la capacità di ragionare sulle differenze. E chi sono le persone che più di tutte, in un'età plasmabile come quella della scuola, hanno la maggiore influenza sugli studenti?
Probabilmente i docenti. Se ripenso ai miei devo dire che qui ho visto la mia libertà di scelta: ho avuto docenti comunisti, CL, socialisti, qualcuno di destra, un verde, e poi svizzeri, italiani, ricordo il prof. di religione sudamericano e perfino un docente rifugiato politico.
Ebbene, da tutti ho imparato qualcosa, e tutti mi hanno influenzato, in modo diverso. Sono loro che mi hanno insegnato (a parte la materia) quello che ho poi trovato fuori. Ognuno era uno spicchio di vita, e certo, come nella vita vera, non di tutti condividevo i contenuti e i metodi: anzi, qualcuno credo proprio di averlo anche detestato. La scuola di per sé non influenza i giovani, sono le persone in essa che si influenzano, direi, a vicenda. Ma questo è giusto proprio perché sono persone con delle idee diverse che devono convivere.
Durante la mia permanenza, per motivi di studio, presso due famiglie inglesi, ho avuto modo di apprezzare ancora di più il valore di una scuola gratuita ed allo stesso tempo buona: in Inghilterra infatti le scuole pubbliche hanno pochi mezzi e si trovano in edifici che letteralmente cadono a pezzi!
I genitori fanno sacrifici enormi per poter mandare i figli alle scuole private le quali (e questo mi è stato detto personalmente dalle famiglie!) possono poi garantire un posto di lavoro ai loro figli tramite le amicizie instaurate in quegli anni. E questa forse è una delle cause della divisione della società inglese in classi sociali! Alcuni gruppi di genitori di scuole pubbliche hanno iniziato a raccogliere fondi per comprare il materiale che lo Stato non vuole o non può permettersi: e questo mentre le scuole private non sono tassate sugli utili perché considerate organi caritatevoli (al servizio pubblico)!
Passando ora alla mia carriera di docente, devo dire che alla fine dei miei studi universitari (1991), ho fatto domanda per entrare a tutte le scuole private e pubbliche del cantone. Ebbene, devo dire che dalle scuole private ho ricevuto pochissime risposte: non so ancora oggi perché sono stata scartata o perché non sia stato ritenuto corretto mandarmi almeno una lettera di rifiuto. Allora mi chiedo dove stia la libertà! Non essendo un'esponente di una corrente (politica, religiosa, o pedagogica?) non mi è stato riconosciuto il diritto di essere giudicata per quello che sapevo fare (tramite, per esempio, una lezione di prova). Dunque libertà è sapere che non solo tutti i nostri figli potranno frequentare tutte le scuole private, ma sapere che i loro docenti (o i nostri stessi figli quando entreranno nel mondo del lavoro) verranno scelti democraticamente sulla base delle loro capacità e la conoscenza della loro materia, sapere che tutte le persone capaci e volenterose avranno una chance di lavorare non solo in ogni scuola, ma anche in ogni ditta. Perché ritengo che la scuola debba essere sempre lo specchio del mondo, un mondo difficile, di diversità e convivenza.
Tra i tanti contributi ai giornali ho letto l'auspicio, se passasse la votazione, che un gruppo di docenti entusiasti si unisca per aprire una scuola: ebbene, come docente di una scuola pubblica devo dire che qui, nella nostra scuola stiamo già mettendo in atto la voglia di dare, di insegnare e di aiutare.

 

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