ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


Quattro motivi per un NO


Nell’imminenza della votazione della prossima fine settimana, vorrei provare, sinteticamente, ad esporvi quattro buoni motivi per respingere il taglio dei sussidi ai comuni per gli stipendi dei docenti.
Prima di tutto vorrei esprimermi da semplice genitore di due bambini.
Come padre voterò no, perché desidero che i miei figli, nel frequentare le scuole comunali, abbiano pari opportunità rispetto ai bambini che abitano a Lugano o in qualsiasi altra parte del Ticino.
In questi anni, anche le scuole comunali hanno subito diversi tagli e, soprattutto, hanno vissuto un progressivo disimpegno del Cantone nei loro confronti.
Citerò solo alcuni esempi in proposito, che ritengo significativi e che certamente hanno influito negativamente sulla qualità della scuola e sulle differenze tra le varie scuole comunali: – l’abolizione, nel 1981, del sussidio per gli stipendi dei direttori e, nel 1986, del sussidio per i docenti specialisti ( educazione fisica, educazione musicale e, parzialmente, attività creative): il risultato di questi risparmi è che ancora oggi, per esempio, il 20% delle classi di scuola elementare non dispone di un docente di educazione fisica;
– l’estensione del servizio di sostegno pedagogico alla scuola dell’infanzia, senza alcun aumento del numero dei docenti. Questa decisione, che aveva di per sé una valida motivazione pedagogica, è stata messa in atto evitando qualsiasi aumento dei costi e qualsiasi nuova assunzione, e di conseguenza ha diminuito la presenza e l’efficacia del servizio di sostegno stesso: infatti, siamo passati da un docente ogni 250 allievi a uno ogni 350; – la recente riforma degli ispettorati scolastici, che ha portato ad una riduzione del numero degli ispettori da 13 a 9. In concreto, la riforma ha portato ad una diminuzione della presenza del Cantone sul territorio, accentuando le già grosse differenze tra le scuole di quei comuni ( i più grandi) che possono disporre di un direttore e tutte le altre ( che sono il 70%!); – il taglio del 10% dei sussidi ai comuni per gli stipendi dei docenti, dal 2000 al 2002, che non ha creato di per sé grossi problemi, unicamente perché era una misura di risparmio dichiaratamente transitoria e perché i comuni erano ancora confrontati con i primi anni della crisi economica. In seconda battuta, vorrei esprimere un’opinione da ex sindaco di un comune periferico. In questo caso voterò un secco No, perché il Cantone, in questi anni, ha continuato a riversare sui comuni sempre più oneri ( case anziani, assistenza,..), riducendone di fatto l’autonomia finanziaria e, di conseguenza, la possibilità di progettare e progredire. Questo ulteriore taglio, se accettato, non mancherà di condizionare anche la politica scolastica dei singoli comuni, accentuando le differenze che già esistono sul territorio cantonale tra le varie scuole.
Tolti i comuni più piccoli e finanziariamente molto deboli, per i quali, comunque, anche poche migliaia di franchi possono essere importanti, la maggior parte degli enti locali dovrà sopportare una diminuzione dei sussidi cantonali che uguaglia o supera l’ammontare degli stipendi che i comuni stessi versano per uno o più docenti specialisti: vi lascio immaginare quali siano i pericoli! Il terzo motivo per dire di No a questi tagli è legato alla mia professione di docente di scuola elementare, responsabile di un piccolo istituto scolastico. In questo caso grido il mio No, perché noto con preoccupazione che il Cantone è sempre più lontano e latitante nel controllo e nella promozione dell’attività pedagogica nelle scuole comunali: siamo sempre più autonomi, laddove autonomia significa però progressivo abbandono. I tagli vanno nella direzione opposta rispetto alle necessità delle scuole comunali. I nostri politici si sono dimenticati che la scuola dell’infanzia e quella elementare costituiscono le fondamenta di tutta la scuola pubblica ticinese e che in passato hanno fatto la fortuna della stessa. Un disimpengo nei confronti di esse, significa minare la base e la struttura portante dell’edificio scolastico cantonale. Delle conseguenze ce ne accorgeremo, purtroppo, tra qualche anno! Infine, anche da semplice cittadino avrei qualcosa da dire: e allora dico No, perché il taglio dei sussidi in questione è un semplice trasferimento di oneri dal Cantone ai comuni e, dunque, non costituisce alcun reale risparmio per il contribuente. I cittadini saranno comunque chiamati alla cassa attraverso le imposte. Una simile operazione sarebbe un risparmio solo nel caso in cui i comuni decidessero di operare a loro volta dei tagli nel campo dell’educazione: ma in questo modo, come già detto, assisteremmo ad una diminuzione della qualità di tutta la scuola pubblica e, lo ripeto, si verificherebbe contemporaneamente un aumento della disparità tra le scuole dei diversi comuni.

jordan 13 hologram jordan 13 barons beats by dre black friday jordan 11 legend blue jordan 6 black infrared louis vuitton outlet jordan 6 black infrared louis vuitton outlet jordan 11 legend blue lebron 12 jordan 11 legend blue coach black friday jordan 13 bred jordan 13 grey toe black infrared 6s jordan 6 black infrared louis vuitton outlet black infrared 6s michael kors black friday lebron 12 michael kors black friday black infrared 6s Lebron 11 jordan 11 uggs black friday coach outlet online jordan retro 6 black infrared 6s uggs cyber monday coach outlet online louis vuitton outlet beats by dre outlet coach black friday michael kors outlet michael kors black friday north face cyber monday jordan 13 hologram sac louis vuitton grey toe 13s beats by dre cheap