ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


Scuola, formazione e progetto HarmoS


La scuola torna ad essere oggetto di discussione allargata in queste ultime settimane e lo fa aprendo addirittura due fronti: l’imminente votazione federale e il progetto “ HarmoS”.
Il 21 maggio prossimo saremo chiamati alle urne per pronunciarci su una modifica costituzionale in materia di formazione scolastica e professionale che non possiamo non collegare al progetto di nuovo concordato intercantonale “ HarmoS”, attualmente in consultazione.
Vista l’assoluta rilevanza per la scuola ticinese delle decisioni che verranno prese il 21 maggio e, successivamente, a seguito della consultazione su HarmoS, anche l’Alta scuola pedagogica sta riflettendo sulle conseguenze ed implicazioni ruotanti attorno a questi due importanti appuntamenti.
Relativamente alla votazione del 21 maggio, l’accettazione degli emendamenti costituzionali comporterebbe per il Ticino alcuni innegabili rischi. Ad esempio, l’eventuale applicazione stretta delle indicazioni di Harmos, porterebbe a cambiamenti assai rilevanti sulle tre scuole coinvolte ( scuola dell’infanzia, scuola elementare, scuola media).
Ci chiediamo per esempio se il fissare l’obbligatorietà scolastica a partire dal quarto anno d’età, escludendo di fatto i bambini di tre anni con quanto ciò comporta per le dinamiche interne di un gruppo sezione, non arrischi di preludere a una mera anticipazione dell'insegnamento formale. Se così fosse, da una parte verrebbero stravolti gli stessi intenti formativi su cui la Scuola dell'infanzia ticinese si basa, vanificando il lavoro decennale che ha condotto agli “ Orientamenti programmatici” del 2000 e dall’altra si aprirebbero nuove e pressanti questioni inerenti alla domanda sociale di accoglienza e di supporto educativo per i bambini più piccoli.
Sussistono poi molti interrogativi e perplessità sul 6 º anno di scuola elementare: supposto che i contenuti dell’insegnamento siano quelli dell’attuale 1 º anno di scuola media, ci chiediamo come essi possano conciliarsi con l’organizzazione e le modalità di insegnamento della scuola elementare. È plausibile che un maestro generalista, impartisca un insegnamento già piuttosto specialistico in più materie? Difficile. Si dovrebbero verosimilmente cambiare i programmi con conseguenze anche sulla scuola successiva.
Questa, la scuola media, passando da 4 a 3 anni ( o addirittura a 2) verrebbe stravolta. L’identità e la natura della scuola media, attraverso riforme successive, sono andate precisandosi: oggi la scuola media, tra istruzione ed educazione, consente abbastanza bene la crescita dei nostri adolescenti. La selezione non avviene troppo presto, la scelta professionale può maturare più lentamente, ecc. Un drastico cambiamento ci obbligherebbe a riprendere tutto da capo. D’altro canto la riflessione sugli obiettivi “ standard” e sugli strumenti per definirli e monitorarli, previsti nell'ambito del progetto HarmoS, potrebbe avere ricadute positive sulla nostra scuola.
Ad esempio, per la scuola elementare, sarebbe l’occasione buona per un opportuno aggiornamento degli attuali programmi scolastici, che risalgono a più di vent'anni fa.
Inoltre, una partecipazione attiva alla definizione di questi standard, ci consentirebbe di svolgere un’efficace azione di armonizzazione arricchendo i lavori con le nostre concezioni ed esperienze.
Ma se gli standard saranno riferiti a competenze eccessivamente tecniche e specialistiche potrebbero risultare riduttivi per la nostra scuola, che concepisce la sua azione non solo in termini di istruzione ( saperi e conoscenze) ma anche di educazione ( valori etici, disposizioni comportamentali) e il controllo della qualità dell'insegnamento essenzialmente ridotto alla sola valutazione delle competenze disciplinari risulterebbe una deriva non auspicabile.
Comunque la consultazione su HarmoS è aperta sino ad autunno e dunque c'è il tempo per ulteriori e doverosi approfondimenti.
Quanto al voto del 21 maggio, è difficile analizzare il testo sottoposto al voto e decidere prescindendo dalle intenzioni di HarmoS, pur sapendo che non sono necessariamente quelle che ispirano le nuove norme costituzionali; queste, per altro, presentano anche aspetti positivi che potrebbero migliorare la qualità della formazione in Svizzera. Siamo anche consapevoli che l’armonizzazione tra alcuni cantoni è veramente auspicabile.
Ma aldilà di tutto questo, se le proposte riguardanti la scolarità obbligatoria, che al limite potrebbero essere imposte dalla Confederazione ai Cantoni, dovessero essere davvero quelle prefigurate da HarmoS, la scuola ticinese farebbe un passo indietro di alcuni decenni.

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