ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


HarmoS: lungimiranza, ma non solo


Nel Cantone dei Grigioni il prossimo 30 no­vembre si voterà sull’adesione all’ Accordo intercantonale sull’armonizzazione della scuola obbligatoria, meglio conosciuto come Con­cordato HarmoS. Accordo accettato dal Gran Con­siglio dei Grigioni il 12 febbraio 2008 con 97 voti favorevoli e 9 contrari. Contro questa decisione del Parlamento è stato impugnato il referendum. Lo scorso 17 novembre, l’ Associazione «Bambini Senza Mondo» e la Fondazione Rinaldo Grossi, hanno sul tema HarmoS promosso una serata in­formativa a relatore della quale è stato chiama­to Livio Zanolari, vicepresidente dell’ Alta scuola pedagogica dei Grigioni. Questo anche in vista della votazione in quanto non sembrava esserci chiarezza sulle disposizioni e sugli effetti del Con­cordato. E chiarezza è stata fatta dall’accurata esposizione di fatti e intenti da parte dell’ottimo relatore, che oltretutto vanta un’esperienza pro­fessionale in questo campo di tutto rispetto.
  Il nostro relatore ha posto l’accento sulle due pa­role che compongono la sigla HarmoS e cioè ar­monia e scuola. I 26 sistemi oggi vigenti nel no­stro paese sono tutt’altro che armonici e costi­tuiscono un ostacolo alla mobilità che deve fi­nalmente essere appianato. HarmoS non costi­tuisce però un attentato alla sovranità dei Can­toni in quanto indica unicamente le linee qua­dro nel panorama della scuola dell’obbligo, men­tre la competenza organizzativa resta sempre ancora in mano ai singoli Cantoni. Il Concor­dato stabilisce comunque un livello formativo, obiettivi e competenze di base comuni per tutta la Svizzera. Questo anche per conseguire un eguale standard di qualità nei Cantoni e conseguente­mente offrire ai nostri giova­ni uguali possibilità di riu­scita nella vita. Cosa per la quale non è indifferente l’ini­zio precoce del ciclo scolastico.
  Come risaputo HarmoS situa l’inizio della scuo­la elementare nel settimo anno di vita (per i bam­bini che hanno compiuto i 6 anni prima del 31 luglio) e l’inizio della scuola dell’infanzia nel quin­to anno di vita (per i bambini che hanno com­piuto 4 anni prima del 31 luglio). Fermo restan­do che la scuola dell’infanzia rimane tale e non vengono richieste ai bambini che la frequentano prestazioni prettamente scolastiche.
  HarmoS privilegia, nell’organizzazione dell’inse­gnamento, la formula dei blocchi orari e chiede la presa a carico degli allievi – al di fuori degli orari di scuola – da parte di strutture diurne che saranno comunque facoltative e vedranno la par­tecipazione finanziaria di chi ne usufruisce. Pre­visto dal Concordato anche un monitoraggio che saggerà a scadenze regolari la qualità della scuo­la nel nostro Paese. Per ciò che riguarda le lingue HarmoS non introduce nessun cambiamento nei Grigioni dato che le disposizioni in merito – che ci possono essere simpatiche o meno – sono già state decise dal Parlamento cantonale negli scor­si anni. Ciò che purtroppo ha segnato una dimi­nuzione dell’insegnamento manuale e creativo al quale comunque HarmoS conferisce importanza e che potrebbe essere, proprio in funzione del Con­cordato, ridiscusso nell’ambito delle ventilate due settimane in più di scuola.
  Personalmente credo che le disposizioni del Con­cordato porteranno tranquillità sul fronte della scuola e ci metteranno al riparo da ulteriori cam­biamenti ad opera della politica cantonale. Non ritengo che i bambini entrati nel quinto anno di vita verranno danneggiati dalla partecipazione obbligatoria alla scuola dell’infanzia. Affermarlo con l’immagine di una bambina che piange – co­me fanno i manifesti dei contrari ad HarmoS – si­gnifica squalificare le competenze delle nostre in­segnanti di scuola materna ed anche i bambini stessi che nella società odierna, a quattro anni, sono pronti ad affacciarsi al sapere in quella che può essere per loro un’affascinante avventura. E nella quale, non dimentichiamo, possono trova­re serenità quei bambini meno fortunati per i qua­li la scuola è una risorsa. L’ introduzione dei bloc­chi orari poi non significa – come vien detto – che i bambini dovranno restare a scuola durante l’ora dei pasti, ma semplicemente che gli orari saran­no in modo basilare uguali per tutti.
Chiaramen­te i bambini di 4 anni saranno nell’aula scolasti­ca il mattino o il pomeriggio durante 3 o 4 ore. Un sistema, quello dei blocchi orari, che abbia­mo conosciuto già in tempi lontani. E che verrà deciso non a Berna e neppure a Coira, ma a li­vello regionale. Come le vacanze ed altri aspetti organizzativi dell’insegnamento. Blocchi orari e strutture diurne corrispondono inoltre ad un po­stulato da tempo discusso nell’ambito della poli­tica della famiglia nei Grigioni. L’attuazione del­la stessa sarebbe in ogni caso prossima, data la preoccupazione per il calo delle nascite nel nostro cantone. Infatti se nel 1960 nascevano nei Grigio­ni 3.000 bambini, nel 2007 ne sono nati 1.500. I cambiamenti a livello di società, che richiedono la partecipazione anche della donna alla vita eco­nomica del Paese, non permettono di dilaziona­re nel tempo decisioni di sostegno alla famiglia e alla donna in modo particolare. Che molte volte si sente felice e realizzata nella professione. Ed io credo sempre ancora che ad una mamma felice corrisponda un bambino felice. Non dimentichia­mo che le nostre nonne – mamme per chi non è più giovane – hanno sempre lavorato anche fuo­ri casa. A proposito: l’istituzionalizzazione della scuola dell’infanzia nel nostro cantone è iniziata proprio ad opera di due deputati della Mesolci­na negli anni sessanta. Sono stati infatti Max Giu­dicetti e Reto Togni a lottare per questo in Gran Consiglio. A più riprese e per finire con successo. Motivo in più per onorare la loro lungimiranza con la nostra. Votiamo quindi si ad HarmoS.

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