ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


Ma che colpe ha la scuola pubblica?


Per tutte le principali voci di spesa (amministrazione, polizia, sanità, socia­lità e così via), il nostro cantone si situa nella media svizzera o addirittura oltre. C'è un'unica eccezione: la scuola pubbli­ca. Nella graduatoria relativa agli investi­menti in favore dell'educazione, il Ticino occupa il fondo della classifica naziona­le. Inoltre, è quello che versa gli stipendi di gran lunga più bassi ai propri docenti. Nonostante questi dati già di per sé poco lusinghieri, la maggioranza politica che governa il nostro cantone negli ultimi vent'anni ha proposto, difeso e votato una serie infinita di misure di risparmio che hanno colpito il mondo della forma­zione e chi ci lavora, contribuendo, in tal modo, a sottrarre risorse preziose e dete­riorare le condizioni di insegnamento e apprendimento. Gli organismi e gli anali­sti che si occupano di educazione con­cordano nell'affermare che le spese per la scuola pubblica e i salari dei docenti sono indicatori che meglio di altri mo­strano la reale importanza che nazioni e regioni attribuiscono alla formazione. Fortunatamente, però, almeno in certi casi, una scuola di qualità è fatta più dai buoni insegnanti che dai cattivi politici. Ciò permette al Ticino di ottenere risul­tati inversamente proporzionali alla si­tuazione di partenza e di situarsi, anno dopo anno e in maniera costante, ai ver­tici nazionali per tasso di maturità pro­fessionali, maturità liceali e titoli univer­sitari. Il nostro è anche uno dei cantoni in cui la classe socioeconomica, il sesso o il luogo di provenienza degli allievi in­cide meno sulla loro riuscita scolastica, con tanti saluti a coloro i quali sostengo­no che il sistema educativo ticinese ten­de a omologare verso il basso. La catego­ria dei docenti, a questo punto e nel suo insieme, sarebbe degna di un premio. Il Consiglio di Stato, invece, appena stilato il solito preventivo terrorizzante (che, scommettiamo? sarà come sempre di molto peggiore rispetto al consuntivo), ha deciso di applicare l'ennesima ridu­zione di stipendio ai danni degli inse­gnanti, stavolta sotto forma di un contri­buto di solidarietà. Il lato beffardo della questione è che la maggioranza politica al governo stravede per la meritocrazia, considerandola il modo migliore per sti­molare la motivazione e il rendimento. L'atteggiamento dei governanti ticinesi nei confronti della formazione ricorda la definizione che del cinico ha dato Oscar Wilde: «Colui che conosce il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna».

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