ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


Migliorare la scuola: dalle parole ai fatti


L'anno scolastico è coinciso con il lan­cio e la raccolta di firme per due nuove iniziative popolari: «Rafforziamo la scuo­la media - Per il futuro dei nostri giova­ni» e «Per un settore universitario anco­rato al territorio e con condizioni di la­voro adeguate».
Queste iniziative, che propongono solu­zioni concrete a favore di allievi, fami­glie e docenti, sono partite assai in sor­dina, come se da più parti si ritenesse che il cambiamento avvenuto al vertice del DECS sia garanzia di un roseo futu­ro per le nostre scuole. Non è necessa­riamente così.
In Ticino è indispensabile tornare ad in­vestire nella formazione perché, come è stato ripetuto da più parti nella campa­gna elettorare cantonale, i cervelli sono la nostra risorsa principale e una buona scuola è la base di una società sana. Nel 2009 questo pensiero è stato sottoscrit­to dai 10.000 firmatari dell'iniziativa «Aiu­tiamo le scuole comunali - Per il futuro dei nostri ragazzi», i quali, a tutt'oggi, at­tendono impazienti che Governo e Par­lamento decidano che seguito darle.
L'iniziativa popolare per rafforzare la scuola media è la logica continuazione di quella per le scuole comunali. Leg­gendone il testo, ci si renderà conto che non si è voluto stravolgere la struttura delle SME, bensì apportare quei corret­tivi ad una legge (risalente al 1974) che ne permettano l'adeguamento alle mu­tate condizioni sociali.
Tra i contenuti principali troviamo la ri­duzione a 20 del numero massimo di al­lievi per classe, l'istituzione di un tetto di 400 studenti per sede, la generalizza­zione di mense e doposcuola, il poten­ziamento dei docenti di classe e del mon­te ore, lo sviluppo dell'orientamento sco­lastico e professionale, una dotazione più adeguata del personale non inse­gnante, una migliore collaborazione tra scuole medie e Comuni.
L'iniziativa popolare «Per un settore uni­versitario ancorato al territorio e con con­dizioni di lavoro adeguate» affronta una serie di problemi emersi all'USI e alla SUPSI.
Molti si ricorderanno le tensioni emer­se quest'estate al Dipartimento forma­zione e apprendimento di Locarno (DFA, ex Alta scuola pedagogica, ex Magistra­le), anello importantissimo nella forma­zione cantonale in quanto struttura de­putata alla formazione dei maestri co­munali e all'abilitazione di quelli canto­nali. L'iniziativa ha un duplice obiettivo: ancorare maggiormente al territorio il settore universitario e aumentare la tra­sparenza nelle assunzioni di personale. È proposta, ad esempio, l'adozione di contratti collettivi al fine di garantire con­dizioni di lavoro che permettano di non svantaggiare il personale residente nei confronti di quello frontaliero.
Tutti coloro che hanno a cuore il presen­te ed il futuro dei nostri giovani devono mobilitarsi: è ora di chiedere a gran vo­ce ai nostri politici, indipendentemente dal partito nel quale si milita, di passa­re dalle parole ai fatti, fornendo alle no­stre scuole le risorse necessarie ad arre­starne la deriva.

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