Preventivo 2016: blocco degli scatti di anzianità e riduzione dello 0,5% del salario ai docenti a fine carriera (già previsto per due anni!).
Anno scolastico 2015-2016, settore Medio superiore: riduzione di ¼ di punto della Dotazione Oraria di Istituto, ossia riduzione a mezz’ora dello sgravio per la docenza di classe nel secondo biennio e riduzione a mezz’ora dello sgravio per i membri delle Commissioni di Istituto di Scienze Umane.
Se le misure non risultassero sufficienti per raggiungere l’obiettivo: riduzione dei corsi facoltativi, un solo corso complementare di educazione fisica, riduzione dell’insegnamento dell’informatica a mezz’ora per classe, riduzione delle scelte opzionali.
A tutto ciò si devono aggiungere il taglio del Credito di istituto e la revisione della Legge sugli aiuti allo studio che rende possibile la trasformazione delle borse di studio per il master da sussidio a fondo perso a prestito da rimborsare fino ad un massimo del 30% dell’importo per tutti i beneficiari.
Appare evidente come questa ulteriore serie di misure di risparmio vada ad incidere sulla qualità dell’insegnamento: aumenterà il numero di allievi per classe; aumenterà il numero di classi e di allievi che ogni docente dovrà seguire; si ridurrà il tempo a disposizione degli insegnanti per lo studio, la preparazione delle lezioni e la correzione dei lavori degli studenti; verrà ridotta l’offerta per la personalizzazione del percorso scolastico; sarà ulteriormente sminuito il ruolo del docente di classe; diminuirà l’autonomia degli istituti; saranno frustrare le iniziative culturali e di innovazione didattica che i docenti cercano di animare nelle sedi; diminuirà lo scambio di informazioni, idee e contenuti tra docenti; ... Inoltre si rafforzerà l’importanza del ceto socio-economico familiare nel determinare le scelte formative dei ragazzi.
A rendere tutto ancora più indigesto il fatto che contemporaneamente il Dipartimento Educazione Cultura e Sport si fa promotore di un grande e valido progetto di riforma della scuola dell’obbligo, il quale, per migliorare la qualità e incentivare la democratizzazione della formazione, propone delle misure che, logicamente, vanno esattamente nella direzione opposta ai continui tagli che toccano il nostro settore.
Personalmente non posso quindi che rimanere coerente con quanto già affermato a più riprese in passato dal nostro Sindacato e fatto proprio anche dalla Conferenza Interliceale dei Comitati Studenteschi il 18 marzo, quando chiede al nuovo Governo e al nuovo Gran Consiglio di: “adottare un atteggiamento di maggior riguardo e rispetto verso la scuola pubblica e le sue componenti, di invertire quindi la rotta intrapresa e di riconsiderare il ruolo del settore educativo, come un campo in cui investire e non da cui attingere in caso di bisogno. Auspichiamo perciò che, al momento dell’allestimento del Preventivo 2016, tutti si adoperino per agire in questa direzione, per revocare le misure approvate quest’anno, tra cui quelle presentate, e concedere finalmente all’istruzione i finanziamenti e la stabilità che questa merita”.
Inoltre, in quanto rappresentante dei professionisti dell’insegnamento, impiegato alle dipendenze dello Stato e cittadino, mi sento nell’obbligo di segnalare nuovamente e pubblicamente che, a causa dei tagli e degli aggravi che si susseguono ormai da più di vent’anni sulla nostra categoria e sul nostro settore, non solo lavoro di più per un salario inferiore, ma non sono più in grado di svolgere il mio lavoro al meglio: non è l’impegno a mancare, ma le condizioni quadro sono peggiorate al punto che, per riuscire a svolgere ancora correttamente quello che è il mio mandato essenziale, ossia l’insegnamento disciplinare, mi vedo di nuovo costretto a sgravarmi in maniera minima da altri compiti che, seppur assai importanti, reputo meno determinanti (ognuno di noi, in questi anni, avrà trovato le sue più o meno confessabili “strategie di sopravvivenza”).
È quindi essenziale denunciare pubblicamente il progressivo smantellamento dell’istituzione della scuola pubblica. Che i Collegi rifiutino l’obolo della mezza giornata di vacanza del 23 marzo: diciamo forte e chiaro che rivogliamo i mezzi per poter far bene il nostro lavoro. Ribadiamolo con un picchetto di docenti in Piazza della Foca al momento in cui si voteranno i preventivi 2016.