Il nostro istituto democratico è chiaro: prima del governo viene il parlamento, prima del parlamento viene il popolo.
È una lezione elementare di civica che le autorità di Monte Carasso dovrebbero tenere a mente.
Il caso del ticket di 5000 franchi annui assegnato ad un numero (per ora) ridotto di allievi che sceglieranno la scuola privata è esemplare.
Nella lettera ai genitori per il vero il Municipio gesuiticamente parla di scuola ‘parificata’ o di scuola pubblica di un altro comune.
Ma la frequenza di una scuola elementare pubblica, poniamo, di Sementina costerebbe al massimo 1000 franchi. Cinquemila invece, guarda caso, è proprio la retta della nuova scuola elementare di Comunione e Liberazione (parliamo di sostanza, avvocato Mattei, non di forma), la Caravella.
E di Comunione e Liberazione, guarda ancora una volta il caso, fa parte il municipale di Monte Carasso capo del dicastero scuola, nonché motore dell’operazione. E che ha parlato subito di scuola privata e di Caravella anche se poi nel formulario alle famiglie si è aggiunta l’alternativa scuola comunale. Torniamo daccapo e ricordiamo che il 18 febbraio 2001 la popolazione di Monte Carasso bocciò sonoramente l’introduzione del ticket in Ticino con il 77 per cento dei no; appena un 22 per cento della popolazione aderì all’iniziativa portata avanti essenzialmente da ambienti clericali (nelle cui mani sta la gran parte delle scuole private del Ticino).
L’esecutivo di Monte Carasso ha quindi a nostro parere crassamente violato la volontà popolare, sovrana per eccellenza.
Ma c’è di peggio e ce n’è pure parecchio.
Procediamo con ordine. Primo: si preferisce mantenere due classi con 24 o 25 allievi ciascuna, in aule che nel comune sono notoriamente poco spaziose, invece di crearne tre con meno allievi.
Da qui discenderebbe un migliore insegnamento per i maestri, una migliore condizione per gli allievi. Invece di dare 20.000 franchi a famiglie per consentire di inviare i propri figli alle scuole private il Comune con altri 10.000 (è sussidiato al 60% dal Cantone) avrebbe potuto istituire la nuova sezione e creare un posto di lavoro in più (donde anche imposte comunali).
Secondo: a Monte Carasso stanno sorgendo parecchie nuove costruzioni, un’attività edilizia da cui si attende l’arrivo di nuove famiglie. Ebbene, basterà qualche nucleo con ragazzi in età di elementari per far saltare tutta l’operazione. Infatti per legge a quota 26 allievi c’è l’obbligo di sdoppiare la classe.
Terzo: la legge sulla scuola all’articolo 47 dice: «gli allievi di scuola elementare sono tenuti a frequentare la scuola del comune di residenza » .
Il 45 conferma. Le eccezioni come noto si rivolgono ai piccoli comuni sprovvisti di sede e non consorziati.
Quarto: il capo dicastero scuola del Comune ha attivamente partecipato alla campagna per il finanziamento delle scuole private.
Ha poi un congiunto attivo nella scuola privata La Traccia che fa capo, come la Caravella, all’associazione Santa Maria. L’articolo 100 della Legge organica comunale prescrive: «Un membro del municipio non può essere presente alle discussioni e al voto su oggetti che riguardano il suo personale interesse o quello dei suoi parenti » . E se pure la fattispecie non si configura appieno dal profilo giuridico, tutti vedono come dal profilo morale e della sostanza ci siamo dentro in pieno.
Quinto: la delegazione scolastica comunale si oppone all’operazione.
Sesto: anche alla famiglia che dovesse scegliere la scuola elementare pubblica di un altro comune saranno dati 5000 franchi, quando la copertura dell’onere come detto è in quel caso al massimo di 1000. Non ci sarà allora disparità con gli altri abitanti per quei 4000 franchi in più regalati?
Settimo: non è scandaloso che in Municipio si prospetti una riduzione del moltiplicatore, rinunciando nel contempo a creare classi di scuola elementare con un numero di allievi sostenibile?
Ottavo: come mai l’esecutivo non ha formalmente interpellato i limitrofi comuni di Sementina e Bellinzona ove vi sarebbe stata disponibilità?
A scoprire l’America a Monte Carasso non è stata né la Nina né la Pinta: la caravella sbarcata qui è senz’altro la Santa Maria.