Bisogna dar atto all’avvocato Bacchetta- Cattori di essere coerente: su “ laRegioneTicino” di venerdì torna a ribadire il chiodo sul quale aveva già battuto qualche tempo fa. Il concetto era ed è questo: visto che non si sono lanciati i referendum contro tutti i tagli, vuol dire che con gli altri tagli si è d’accordo.
Con questa logica, o meglio patologica, si può sostenere che l’avvocato è d’accordo con le torture yankee in Iraq, con l’abbattimento delle foreste amazzoniche, con la disseminazione di mine antiuomo in Uganda e con un mare di altre schifezze: con tutto ciò, insomma, contro cui non si è battuto a suon di referendum. D’altro canto: si sarebbero dovuti lanciare settanta referendum? Con i soldi di chi, del resto? Perché lanciare un referendum costa. Sarebbe stato facile all’avvocato sostenere che il lancio di settanta referendum era una pazzia: “ Se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre…”. Ci vuole un bel coraggio. Coraggio che, bisogna di nuovo dargliene atto, non mostrano i suoi copresidenti: ho letto poco degli altri presidenti dei partiti borghesi, almeno sui giornali ad ampia diffusione, a favore dei tagli del preventivo 2004. Della “ faccia pulita della lega”, pure: nisba. Tutte queste dichiarazioni di stima, però, non devono far dimenticare che qualche dettaglio, oddìo, all’avvocato è pure scappato.
Leggo dunque: “ Qualcuno afferma che siano stati gli sgravi fiscali a favore delle famiglie (…) a dissanguare le casse pubbliche. (…) mentre gli sgravi per le famiglie hanno inciso per trentanove milioni.”.
Non mi risulta che “ qualcuno” abbia sostenuto quella tesi: in realtà, su 242 milioni di sgravi votati ( purtroppo anche dal popolo, ma vedremo fra qualche riga), come scrive l’avvocato, solo 39 sono andati a favore delle famiglie. Facciamo un po’ di aritmetica: se il totale è 242 milioni, se a favore delle famiglie sono andati 39 milioni e se 242 - 39 fa 203, chi ha beneficiato dei 203 milioni? Diario e/ o tazebao? Le associazioni scout? O magari qualche amico degli amici, come mamma Ubs che, in un solo trimestre, ha aumentato i suoi utili di un miliardo e mezzo e che si è vista diminuire le imposte del 40%? Alla faccia della “ simmetria dei sacrifici”. Alcuni sgravi, è vero, sono stati votati dal popolo, così invitato da chi, all’epoca, tuonava contro le grandi famiglie sostenuto da chi, già allora, reggeva il Dipartimento delle finanze. In tempi non sospetti, ebbi a pubblicare una tabella che riassumeva i dati dei preventivi e dei consuntivi di diciotto anni, dal 1981 al 1998. Dalla tabella risultava che la somma dei preventivi dava un ammanco di 2 miliardi e 60 milioni, mentre la somma dei consuntivi dava un ammanco di 25 milioni, cioè più di ottanta volte inferiore. È stato dunque facile far credere che le cose stessero andando nel migliore dei modi nel migliore dei mondi possibili: come poi è andata a finire, siamo qui tutti a vederlo. La chiusa è un capolavoro a sé: “ Ecco perché anche il Ppd, dopo aver ottenuto di togliere dal preventivo 2004 le misure di risparmio sugli anziani, i disabili, i tossicodipendenti, i giovani e il demanio pubblico, invita a votare quattro sì il 16 maggio”. Fantastico: “ togliere dal preventivo 2004”. Cioè: nel 2005, passata la buriana, le rimetteremo.
Se qualcuno vuol dargli retta, faccia pure: ci rivedremo fra un anno.