ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


Scuola sul territorio


Ci voleva lo spostamento dell’asse politico verso destra per rilanciare, sull’onda del liberismo economico, il discorso sulla scuola privata.
Per gli iniziativisti si tratta semplicemente di portare acqua al proprio mulino, o detto in altro modo, di far entrare un po’ di soldi pubblici nelle casse delle scuole private, che navigano generalmente in cattive acque, altro che libertà della scuola! Visto che buona parte di queste scuole sono di tipo confessionale, i soldi pubblici permetterebbero di abbassare le rette e, di conseguenza, di avere un maggior numero di iscritti da indottrinare.
Per altri, invece, si tratta di un discorso prettamente ideologico: visto che oggi si vuol privatizzare tutto e, quando proprio non ci si riesce, si assegnano mandati esterni per compiti che potrebbero essere assunti dallo Stato, la destra ticinese, coerentemente, non potendo proporre una completa privatizzazione della scuola, porta avanti il sussidiamento della scuola privata. Proprio questa destra che ha sempre criticato i sussidi, il coinvolgimento dello Stato in molti campi del settore sociale, dove le associazioni di diverso tipo coprono una parte dei bisogni per i quali lo Stato è carente, ora vuole imporre i sussidi in un campo dove il settore pubblico ha già tutte le infrastrutture e l’organizzazione necessaria per rispondere ai bisogni dei bambini e dei ragazzi sparsi su tutto il territorio ticinese.
E’ vero, la scuola pubblica può essere perfettibile: ci sono servizi che oggi la scuola non fornisce e che sarebbero utili a una parte della popolazione scolastica (mense, doposcuola, studio assistito,…), così come ci sono innovazioni scolastiche che potrebbero essere generalizzate in un tempo minore. Ma questo non significa che la scuola pubblica non assolva più che degnamente il proprio compito. Anche senza voler ribadire i buoni risultati della scuola ticinese nei vari confronti nazionali e internazionali, possiamo perlomeno rilevare che oggi la scuola pubblica offre a tutti opportunità analoghe sia che un allievo abiti in un centro o alla periferia, in pianura o nelle valli.

Se noi accettassimo il principio del sussidiamento delle scuole private questi soldi sarebbero sottratti alla scuola pubblica, che già ha subito molti tagli in questi ultimi anni, per favorire quelle poche scuole, quasi tutte localizzate nei centri, alle quali difficilmente potrebbero far capo i ragazzi delle zone più discoste.
Per salvaguardare le pari opportunità per tutti i ragazzi del Cantone, è importante che i finanziamenti alla scuola non vengano dispersi in mille rivoli, ma che tutti gli sforzi vengano fatti affinché la scuola pubblica possa mantenere alto il livello qualitativo dell'insegnamento, con particolare attenzione alla scuola dell'obbligo che, come scritto da Mario Forni (su questo giornale, il 9 settembre):  è "l'istituzione fatta per garantire, insieme con l'istruzione di base per tutti, l'educazione ad alcuni fondamenti della nostra convivenza democratica".

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