ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


Scuola: il parlamento sceglie lo scontro


È trascorso qualche mese dalla serata organizzata dal sindacato Vpod a Bellinzona per i docenti di scuola dell’infanzia. Il tema della discussione era legato a filo diretto all’iniziativa “Aiutiamo le scuole comunali”. All’incontro era presente il consigliere di Stato Manuele Bertoli, per spiegare il messaggio che avrebbe portato in Gran Consiglio, che di fatto non avrebbe migliorato le nostre condizioni di lavoro.
Nonostante qualche perplessità, ho dovuto ammettere il buon senso della proposta: ridurre il numero di allievi alle scuole elementari e medie e, solo in un secondo tempo, con il passaggio all’obbligatorietà previsto da Harmos, alla scuola dell’infanzia, poiché le risorse economiche attuali non permettono altro.
Il sindacato, in quell’occasione, ha ribadito che l’iniziativa non sarebbe stata ritirata, ma che se ne sarebbe discusso in seguito all’esito del dibattito in Gran Consiglio.
I mesi sono passati, il parlamento si è espresso e la proposta Bertoli, sostenuta dal governo, è stata rimandata al mittente. Restando pendente l’iniziativa “Aiutiamo le scuole comunali”, che ricordo è molto più incisiva della proposta governativa sia per quanto riguarda il miglioramento delle condizioni quadro delle scuole elementari e dell’infanzia che per gli investimenti, il Gran Consiglio ha di fatto deciso di procedere allo scontro frontale sul tema della scuola. Non so se questa scelta sia stata fatta coscientemente, ma sono certo che si sta profilando all’orizzonte una battaglia simile a quella di dodici anni fa.
Sarà uno scontro duro, probabilmente senza esclusione di colpi, che non avrà nulla a che vedere con gli interessi della scuola, e che sarà giocato a livello di pancia.
L’esito della votazione del 2001, nella quale la scuola pubblica è stata sostenuta dai ticinesi, con l’affossamento da parte del 74% dei votanti dell’iniziativa e del controprogetto sul finanziamento delle scuole private, aveva creato grandi speranze.
Speranze andate deluse: non vi è stato in questi dodici anni nessun miglioramento delle condizioni quadro della scuola ticinese. Il dibattito si è riacceso unicamente in occasione delle rivendicazioni sindacali in relazione alla decurtazione del 2% dei salari degli impiegati statali. Ora, grazie alla decisione del parlamento, avremo come cittadini la possibilità di andare a votare il testo dell’iniziativa “Aiutiamo le scuole comunali”.
Sono convinto che il risultato del 2001 possa essere ottenuto nuovamente, obbligando così il governo ad applicare misure concrete, che sono certo porteranno ad un miglioramento della scuola ticinese.

 

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