ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


23 o 42 ore settimanali? 



È proprio vero che i docenti lavorano solo 23 o 24 ore alla settimana, come certa propaganda sta cercando di legittimare in queste settimane? E se proprio fosse così, perché lo Stato ha mantenuto per tutti questi decenni questa “ massa di fannulloni”? E viste le attuali condizioni finanziarie dello Stato, perché non porta l’orario dei docenti alle “ normali 42 ore settimanali”, dimezzando in tal modo le uscite dovute alla massa salariale per i docenti?

La risposta è molto semplice: già ora il corpo docenti presta la sua funzione lavorativa per almeno 42 ore alla settimana e questo è riconosciuto dalle stesse leggi dello Stato. Fa specie il fatto che molti parlamentari ( i legislatori) e lo stesso capo del Dipartimento dell’Educazione sembrano misconoscere le leggi da loro stessi emanate.

Ma allora come è possibile che si continui a parlare di 23- 24 ore? Semplicemente perché volutamente si fa confusione, e da parte di chi dovrebbe rappresentare al massimo livello la scuola pubblica  questo è un fatto molto grave, fra le ore- lezione ( che sono 23 o 24) e l’effettivo onere lavorativo del docente, che come per ogni dipendente pubblico è di 42 ore settimanali.

In questi mesi molti docenti sono intervenuti pubblicamente per denunciare questa voluta confusione, ma il comitato contro i referendum volutamente, con la sua campagna pubblicitaria, continua a tentare di mantenere questa confusione.

Nel tentativo di chiarire una volta per tutte questa questione, qui di seguito riportiamo alcuni dati significativi scaturiti da una piccola indagine svolta presso il Liceo cantonale di Bellinzona, nell’ambito della “ Giornata di studio e riflessione sulla condizione del docente” indetta dal Collegio dei docenti di questa sede e tenutasi sabato 24 aprile 2004 ( tutti i dati sono consultabili e messi a disposizione all’interno del sito del Comitato referendario: web. ticino. com/ referendumscuola).

Pressati dal normale lavoro quotidiano un gruppo di docenti si è incaricato di stilare un formulario riguardante l’intero onere lavorativo annuale del docente, cercando di prendere in considerazione, nel limite del possibile, le molteplici sfaccettature della professione del docente. Chi ha compilato il formulario in questione è perfettamente cosciente che qualsiasi tipo di risultato che può fornire una simile inchiesta permette esclusivamente delle  valutazioni di tipo quantitativo.
Con simili indagini è difficile prendere in considerazione l’aspetto qualitativo del tipo di impegno che necessita la professione del docente, al fine di poter essere esplicata a pieno beneficio delle generazioni future e della società tutta. Per questo motivo l’analisi di questi aspetti è stata svolta, sempre nella suddetta giornata, da un altro gruppo di lavoro.
Il formulario è stato compilato da 25 docenti; visti i tempi stretti abbiamo ritenuto di prendere per ora in considerazione solo la situazione dei docenti a tempo pieno, poiché il lavoro del docente a tempo parziale necessita ulteriori e approfondite riflessioni. Dai dodici formulari di docenti con attività lavorativa a tempo pieno sono stati esclusi due riguardanti i collaboratori di direzione, che, come tutti i docenti sanno, hanno un impegno lavorativo ben al di sopra dello sgravio riconosciuto dallo Stato e che avrebbero influenzato verso l’alto i risultati.

Ne risulta una piccola indagine basata su solo 10 docenti, ma questi sono per ora i dati a nostra disposizione ( perché una simile indagine non viene svolta a tappeto da parte dell’Ufficio ricerche del Dipartimento? E possibilmente prima di prendere improvvisate e gravi decisioni politiche!). Da questa indagine risulta, come tutti hanno la possibilità di  costatare direttamente consultando il sito di cui sopra, che i docenti lavorano mediamente per 2024 ore annuali, che divise per le 48 settimane fanno 42,2 ore settimanali.

Di queste “ solo” 23 ore settimanali sono determinate dalle orelezione svolte durante il periodo scolastico, mentre le altre sono rappresentate dagli altri oneri lavorativi che caratterizzano la professione del docente.

Risulta che in media 11,9 ore settimanali vengono dedicate durante il periodo scolastico alla preparazione delle lezioni.
Per la preparazione delle verifiche e le varie forme di valutazione sono necessarie mediamente 2,2 ore alla settimana, mentre per la correzione delle stesse sono necessarie 6,3 ore settimanali e questo per tutta la durata dell’anno scolastico.

A questo bisogna aggiungere una serie di altri incarichi e riunioni di vario tipo, che nel loro insieme comportano un impegno medio di 5,3 ore settimanali.
Complessivamente risulta un impegno lavorativo settimanale, per la durata dell’attività scolastica di 36 settimane, di ben 48,7 ore. Per riassumere, questo impegno lavorativo è determinato da: 23 ore lezione + 11,9 ore per la preparazione delle lezioni + 2,2 ore per la preparazione delle verifiche + 6,3 ore per la correzione delle verifiche + altre 5,3 ore per tutti gli altri oneri.  Se si ripartisce tutto questo impegno sull’intero anno scolastico, inglobando le 5 settimane di interruzioni dovute alle festività, che nella nostra attività sono determinate dal tentativo di facilitare il più possibile il processo d’apprendimento degli allievi ( abbiamo a che fare con delle persone, non con delle cose che possono essere sottoposte a un ipotetico processo di produzione a ciclo continuo) ne scaturisce una media settimanale di 42,7 ore. E questo per l’intera durata dell’anno scolastico, vale a dire per la durata di 41 settimane.
Delle restanti 11 settimane dell’anno civile i docenti presi in considerazione dall’inchiesta ne usano mediamente tre e mezzo per la programmazione dell’attività didattica dell’anno successivo, e mediamente tre settimane per l’autoaggiornamento ( lettura di libri, ricerca…), che avviene essenzialmente d’estate. Si tenga poi presente che buona parte di questa attività estiva avviene con la scuola che è ancora aperta e necessita la fattiva presenza e collaborazione dei docenti: gli esami di maturità terminano a fine giugno e dalla seconda metà di agosto si iniziano gli esami di ammissione e le varie giornate di riunioni organizzative e di aggiornamento obbligatorio.
Questo significa che, dedotte le sacrosante quattro settimane di vacanza riconosciute a tutti i lavoratori, la restante parte del   periodo estivo è occupata essenzialmente per la preparazione dell’attività didattica e per il proprio autoaggiornamento.

Ci rendiamo conto che l’esiguo numero dei questionari pone problemi alla cosiddetta “ validità scientifica” dei dati presi in considerazione, ma il fatto che i dati confermano sostanzialmente le risultanze di una analoga indagine fatta agli inizi degli anni ’ 90 nello stesso Liceo di Bellinzona, come pure l’esistenza di altri studi nazionali e internazionali che sostanzialmente danno risultati simili, ci rassicurano e ci permettono di dare una buona validità a questa inchiesta.

D’altronde, come già detto in apertura di questa lettera, è lo stesso Stato che con le sue leggi riconosce e conferma questi dati quando imputa all’ora- lezione un onere lavorativo equivalente a 2,1 ore.

Qualora il Dipartimento della Pubblica Educazione e dello Sport o chi per esso ritenessero poco indicativi i dati scaturiti dalla nostra piccola inchiesta, li invitiamo pubblicamente ad effettuarne una a livello cantonale, rispettando tutti i necessari “ crismi di scientificità”, consapevoli del fatto che i risultati non potrebbero che confermare nella sostanza quanto da noi qui indicato. In conclusione ci sentiamo legittimati a chiedere: “ Pensate ancora che i docenti lavorano solo 23- 24 ore alla settimana?”

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