ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


La scuola privata in Italia
Il problema dell’eguaglianza dei diritti


Ragionare in termini oggettivi e con serenità sul problema scuola pubblica – scuola privata in Italia non è facile. Siamo infatti spesso fuorviati da una querelle clericali-anticlericali che si trascina da oltre un secolo e che ha condizionato pesantemente la trattazione e la gestione di problemi delicati, “di confine” fra stato e chiesa, quali la famiglia e la sua etica e quindi il divorzio e l’aborto, la scuola cattolica e l’insegnamento religioso nella scuola pubblica, il sostentamento del clero e la gestione dei beni ecclesiastici ecc.
La fine della Democrazia cristiana ha indubbiamente contribuito a rasserenare l’orizzonte, a rendere più chiaro e laico il confronto politico. Però sopravvivono sacche di integralismo cattolico da un lato e di anticlericalismo laicista dall’altro che tentano sempre nuove e improbabili rivalse.
Sul tema della scuola privata ad esempio, ci sono componenti politiche e culturali che si confrontano in modo corretto e leale, ma in alcune prese di posizione si vede a volte affiorare da ambo le parti un clima di crociata che non aiuta la soluzione dei problemi, ma anzi tende ad avvelenare gli animi con pregiudizi e malafede, tacendo aspetti rilevanti del problema.
E allora risulta evidente che per alcuni la lotta non è tanto ai finanziamenti alla scuola privata ma ad una scuola privata che per la maggior parte è scuola cattolica, “scuola dei preti”. Se si trattasse di scuole private di orientamento laico e progressista forse la difesa d’ufficio della scuola pubblica sarebbe più tiepida!
Magari in questo caso si prenderebbe in esame con più pragmatismo il contributo che viene dato all’istruzione dei giovani dalla scuola privata “senza oneri per lo stato”, col risparmio di non pochi miliardi, che lo stato dovrebbe spendere per istruire anche quelli indottrinati oggi dai preti.
I cattolici integralisti non hanno da parte loro l’onestà di dire che le scuole cattoliche sono in crisi per la mancanza di insegnanti religiosi, sacerdoti, frati e suore, che poco costavano ai loro bilanci, e per la necessità di assumere personale laico che deve essere pagato secondo i contratti sindacali.
La stessa libertà di scelta della “scuola libera”, che viene rivendicata da questo pulpito, è libertà di istituire scuole cattoliche; se si trattasse di scuole ebraiche, musulmane, o padane, forse ci sarebbe minore determinazione nel chiedere la parità scolastica.
Solo liberandoci di questi paraocchi ideologici, di questi riflessi condizionati, possiamo vedere i dati reali del problema e trovare una soluzione equilibrata e corretta.
Cominciando col dire, per esperienza diretta, che la scuola privata non è una realtà omogenea: ne esistono di valide, di modeste e di pessime dal punto di vista scolastico. E lo stesso può dirsi sul piano formativo.
La scuola statale, pur con tutti i suoi limiti, presenta un quadro di maggiore omogeneità. E’ un contenitore che permette di operare con una notevole libertà e tranquillità, soprattutto nel nuovo contesto dell’autonomia.
Venendo al punto scottante del finanziamento, a mio avviso, il problema è mal posto. Non c’è, credo nessuna difficoltà a pensare a servizi pubblici gestiti da enti e associazioni private. Mi sembra che siano rimasti in pochi a pensare ad uno stato che gestisce tutto. Secondo alcuni (v. Paul Hirst ad esempio sostenitore della democrazia associativa) la gestione associazionistica è da incoraggiare. Il problema è quello delle garanzie offerte ai cittadini, agli utenti, in primo luogo la certezza dell’assenza di discriminazioni. Nel caso della scuola le discriminazioni tra alunni, genitori, docenti.
Si è molto discusso dell’articolo 33 della Costituzione che ammette la scuola privata purché “senza oneri per lo stato”. E non vi è dubbio che il finanziamento stabilito con la legge n. 62 del 10/03/2000, che aiuta la scuola privata aiutando le famiglie, è un espediente furbesco, “gesuitico” si diceva un tempo, per aggirare il dettato costituzionale.
Il problema non è questo o quantomeno non è questo il problema principale. Qui sono in ballo principi ben più importanti, i principi basilari della Costituzione e quindi dello Stato italiano. E’ in ballo l’articolo 3, quello che afferma l’eguaglianza dei cittadini e il “compito della Repubblica (di) rimuovere” le cause delle differenze. Infatti o la scuola privata, cattolica e non, non fa discriminazioni né di alunni né di docenti, oppure il finanziarla, seppure in modo indiretto, è mettere in discussione quel principio fondamentale dello stato democratico.
Lo Stato può finanziare enti di parte, chiese, partiti ecc., ma deve attenersi a criteri di eguaglianza soprattutto quando sono in ballo i diritti dei cittadini, come in questo caso, “il diritto allo studio”. Se la scuola privata non discrimina fra alunni e insegnanti e si attiene alle linee generali dell’istruzione pubblica, a mio avviso, può essere finanziata come quella statale. Nella legge 62, mentre si parla all’articolo 4,  di “un progetto educativo in armonia con i principi della Costituzione” e di “iscrizione alla scuola per tutti gli studenti i cui genitori ne facciano richiesta”, e questo va bene, per gli insegnanti non sono previste garanzie se non quella che stabilisce che si deve trattare di “personale abilitato” e che deve essere rispettato il contratto di lavoro. Non basta. Nella assunzione del personale docente non ci possono essere discriminazioni, e per vari motivi. In primo luogo perché si causano quelle “distinzioni” in base a “religione, opinioni politiche ecc.”, vietate dalla Costituzione, e che influiscono sulla carriera e i salari dei docenti. In secondo luogo perché è difficile attuare un’educazione pluralistica, non monoculturale, se si selezionano gli insegnanti. Qualcuno a questo punto dirà che la scuola privata piuttosto di rinunciare alla possibilità di scelta dei docenti rinuncia ai finanziamenti. E’ un problema suo. Lo Stato non può non garantire la libertà per i docenti e un’educazione pluralistica per gli alunni. E bisogna essere miopi per non cogliere l’importanza di questo problema in un momento storico in cui il problema della convivenza fra culture, religioni, condizioni personali e sociali diverse è diventata la sfida principale. E quindi l’educazione non solo alla tolleranza ma anche alla conoscenza, al rispetto e alla valorizzazione delle diversità diventa un compito primario.
Su questo gli oppositori del finanziamento della scuola privata dovevano e devono dare battaglia, non fermandosi a una difesa d’ufficio della scuola pubblica. I cittadini capiscono molto meglio la gravità delle discriminazioni che vengono fatte fra docenti, egualmente laureati, solo in base alle “opinioni”, piuttosto che il livore contro la scuola cattolica.
Certi sostenitori della privatizzazione della scuola, però non si rendono conto di preparare un terreno fertile per scuole private che stanno venendo avanti organizzate da quella che è la seconda religione in Italia, l’Islam, e domani forse per scuole per soli italiani o soli italiani del nord.
E’ interesse di tutti perciò che ognuno si giochi la sua identità nella scuola di tutti, quella pubblica, creando in essa spazi di vera e propria autonomia e pluralismo. E se qualcuno intende dar vita a servizi privati di interesse pubblico lo faccia o contando sulle sole sue forze o accettando i principi fondamentali della Costituzione repubblicana.

L'autore, insegnante di filosofia e sociologia, dirige la rivista "Diritti e Solidarietà" del Movimento dei cittadini

 

jordan 13 hologram jordan 13 barons jordan 6 black infrared north face black friday coach outlet online louis vuitton outlet jordan 13 barons north face black friday michael kors outlet legend blue 11s black infrared 6s black infrared 6s black infrared 6s jordan 6 black infrared coach outlet online jordan 13 hologram coach outlet online beats by dre black friday hologram 13s hologram 13s coach outlet online lebron 12 jordan retro 6 jordan 13 bred jordan 6 black infrared michael kors cyber monday uggs cyber monday michael kors outlet jordan 13 grey toe coach outlet online black infrared 6s grey toe 13s beats by dre outlet michael kors outlet jordan 6 black infrared jordan 13 black infrared 23 jordan retro 6 black infrared 23 13s beats by dre cyber Monday deals jordan retro 6