ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


Scuola privata? No grazie!


A proposito della votazione del 18 febbraio «per un'effettiva libertà di scelta della scuola» mi preme soffermarmi su due prese di posizione provenienti da ambiti ideologici completamente diversi, ma nella sostanza delle argomentazioni simili e che meritano un approfondimento.
Una è quella del vescono Mons. Torti, l'altra del deputato dei verdi Sig. Canonica. Caratti, in un recente editoriale, ha difeso il diritto di Mons. Torti nel prendere posizione su un tema che vede la Chiesa cattolica difendere i suoi interessi finanziari e non solo. Trovo anch'io che il vescovo abbia tutti i diritti di manifestare la sua presa di posizione, tuttavia è nella sostanza del discorso del vescovo che invece sono in disaccordo. Penso che il concetto di solidarietà, così a volte giustamente invocato dalla Chiesa, non lo si possa tirare come un lenzuolo a seconda dei propri interessi, seppur legittimi. é innegabile, e anche i sostenitori della scuola privata lo ammettono, che la scuola pubblica riveste un ruolo fndamentale di coesione sociale e di integrazione. Questa coesione e integrazione passa necessariamente attraverso una «scelta» generalizzata, che magari può essere lesiva di una certa libertà personale ma, in quanto tale, è un atto di solidarietà. In questo senso non è tanto una questione attinente alle «scienze dell'educazione» ma più alla politica sociale.
E allora, per fare un parallelismo, è come se qualcuno (ma non siamo così lontani) nel nome della libertà individuale chiedesse l'esonero del pagamento delle quote AVS, perché ha già a disposizione il suo «terzo pilastro» (risparmio individuale). Questa non è più solidarietà, è interesse personale. é proprio in forza di un atto di solidarietà che la scuola pubblica va difesa e rafforzata. Non si fa un gran parlare dell'importanza del mantenimento dei «valori»? Anche questo è un valore!
Rafforzata, e qui vengo a Canonica, non attraverso proposte, magari di segno opposto, ma che nella sostanza sono identiche e cioè la creazione di isole per lo «sviluppo separato» o nella peggiore delle ipotesi di luoghi di indottrinamento, ma attraverso la salvaguardia, il sostegno e il miglioramento di un luogo di confronto dove la diversità (sociale, culturale, religiosa, economica) abbia l'opportunità di confrontarsi.
Cosa significa infatti questa ammucchiata di «laici, progressisti, ecologisti e di sinistra» che Canonica preconizza quale alternativa alla scuola pubblica? é proprio per evitare ghettizzazioni ideologiche, indipendentemente da chi le propone, che vi è da sperare che il popolo ticinese sappia votare due NO. Un'ultima osservazione riguardante l'aspetto finanziario: in dieci anni questo finanziamento (unicamente per la scuola dell'obbligo) costerebbe allo Stato 50 milioni. Sono così pochi? Ma soprattutto siamo così sicuri che questi soldi non mancheranno alla scuola pubblica?

 

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