L’Ufficio federale di statistica indica che nell’ultimo quadrimestre 2015 la disoccupazione (ai sensi dell’ILO) ha raggiunto il 4,7% in Svizzera e la sotto-occupazione il 6,8%. La situazione è peggiore in Ticino. In Ticino i disoccupati nel quarto trimestre 2015 sono 12.000 (6,4%) e i sotto-occupati 13.500, pari al 7,3%. Questi problemi occupazionali, che concernono ben 25.000 persone in Ticino, tra cui molti giovani, indicano una crescente crisi occupazionale causata dalla libera circolazione delle persone. In effetti il numero di disoccupati in Ticino rispetto al 2002 è raddoppiato. L’accresciuta concorrenza tra lavoratori esclude dal mercato del lavoro soprattutto i più deboli e i giovani senza esperienza professionale. Ovviamente la crisi occupazionale si traduce anche nell’aumento degli aiuti sociali per pagare le cose essenziali.
Come agire sulle cause, con interventi che guardano al futuro? La popolazione ticinese ha la possibilità di decidere misure concrete e importanti per il futuro dei nostri giovani il prossimo 5 giugno. Una delle cause principali della disoccupazione è la scarsa formazione culturale e l’insufficiente preparazione professionale. I lavoratori residenti in Ticino sono in concorrenza con un bacino enorme di lavoratori qualificati provenienti dal nord Italia. Occorre pertanto aumentare sempre più il livello culturale e le qualifiche professionali dei giovani in Ticino. Per questo, invito caldamente chi è preoccupato dagli effetti negativi della libera circolazione delle persone a votare a favore dell’iniziativa popolare per rafforzare la scuola media. Questa iniziativa permetterà di innalzare il livello culturale di base degli allievi con un provvedimento semplice e molto efficace: la riduzione del numero di allievi per classe, un elemento che vari studi scientifici internazionali ritengono determinante per innalzare i risultati scolastici degli allievi.
L’iniziativa per rafforzare la scuola media introduce anche un potenziamento dell’orientamento scolastico e professionale, che è fondamentale per permettere agli allievi alla fine della scuola media di avviarsi con successo verso le successive formazioni. Infine l’iniziativa generalizza le mense e i doposcuola nelle sedi di scuola media: questa misura favorisce la conciliazione tra lavoro e famiglia, consentendo un miglior inserimento professionale in particolare per le madri. L’iniziativa chiede a Cantone e Comuni un aumento della spesa pari all’1%: diciamolo chiaramente, non è una spesa in realtà, ma un investimento che consentirà di prevenire altre spese e altri problemi sociali che finiscono a carico di Comuni e Cantone.
Sì quindi all’iniziativa per rafforzare la scuola media: si tratta di un primo passo essenziale e concreto, al quale ne potranno seguire altri, come quelli che scaturiranno dal progetto «La scuola che verrà» (un progetto che necessita ancora di parecchio tempo per approfondimenti, sperimentazioni e correzioni, e che inoltre non prevede nulla al capitolo mense e doposcuola).