A beneficiare del ticket rifiutato dai ticinesi saranno i figli di qualche famiglia mediamente benestante
Quando comincia il degrado morale di un Paese? E quando è iniziato quello della Repubblica e Cantone del Ticino? Mi interrogo così, seduto ad un tavolino dell’accogliente bar che affaccia sul piazzale ricavato anni fa dalla ristrutturazione del Convento di Monte Carasso; ad un tiro di schioppo dalla mia abitazione, rifletto su quel progetto urbanistico e architettonico felice e lungimirante, che si estese a tutto il nucleo di quel Comune; furono scelte difese e promosse dai Municipi di Monte Carasso che si susseguirono in quegli anni. Quale contrasto, quale infinita distanza etica e morale, quale assoluta divergenza tra le visioni e la progettualità politica di allora, e quelle che ispirano decisioni come quella presa recentemente dal Municipio dello stesso Comune, e che ha avuto qualche eco anche nei media. In due parole: per non aumentare le risorse a favore della propria scuola elementare, istituendo una sezione in più, i sempre onorevoli municipali hanno trovato una soluzione (tanto comoda quanto irresponsabile) al problema dell’affollamento delle classi: cercare famiglie disposte, dietro lauto contributo di cinquemila franchi, a iscrivere i propri figli in un’altra scuola pubblica, o parificata, della regione. Parificata si legge privata e, nella regione, ha un nome (è la «Caravella », scuola di area ciellina, che evidentemente ha bisogno di iscritti).
Ricordate l’infiammato dibattito sorto pochissimi anni fa in merito alla proposta di finanziamento indiretto delle scuole private, in particolare di quelle confessionali? Si era risolto, per tutto il Cantone – ma non evidentemente per il Municipio di Monte Carasso – con una sonora bocciatura di quella proposta in votazione popolare. Fu quasi un plebiscito.
Che ora viene bellamente aggirato con una semplice letterina, dal tono quasi commovente se non ne conoscessimo gli estensori, indirizzata alle famiglie montecarassesi potenzialmente coinvolte.
Dietro l’operazione il vicesindaco e capo dicastero educazione Sergio Morisoli, alto funzionario dello Stato e legato a Comunione e liberazione. In gioventù buon atleta, ma mediocre calciatore, a Morisoli è riuscito, forse, un dribbling da campione, che lascia sul posto, interdetti, i tre quarti dei cittadini ticinesi che il 18 febbraio 2001 si erano espressi sul tema in senso contrario. Una mossa quantomeno sprezzante delle più elementari regole della democrazia. Il degrado di un Paese, mi rispondo, inizia non certo quando le istituzioni pubbliche vengono minacciate o calpestate dall’esterno, ma quando è al loro interno che s’insinua e si sviluppa il cancro che sembra affliggere anche il Municipio di Monte Carasso. Quando il fine dell’azione pubblica e istituzionale diventa null’altro se non l’interesse privato (privato! – in questo caso di un movimento confessionale).Il degrado morale ed etico della Repubblica e Cantone del Ticino non produce botti; avanza piano, ad alcuni quasi impercettibile. La discesa agli inferi non è una terribile caduta in un abisso senza fine; è il lento ma inesorabile discendere uno scalino dopo l’altro, la consapevolezza che il piede non mancherà mai il prossimo, posto più in basso.
Ma sto attraversando l’età della maturità e del disincanto; temo pertanto di sapere ciò che attenderà i cittadini di questo simpatico Comune. Si accorgeranno che a beneficiare, unici nel Cantone, del ticket rifiutato dai ticinesi saranno proprio i figli di qualche famiglia mediamente benestante del loro Comune. Ispirata a CL, naturalmente.
Finito il caffè, finite le due riflessioni, che forse non valgono il primo. Ai montecarassesi, in cui ancora confido, ricordo soltanto (ma è superfluo!) che, attraverso l’esercizio degli strumenti democratici, i municipali, vicesindaci e capi dicastero che destinano in questo modo i soldi pubblici e hanno in spregio la volontà dei cittadini, possono, gentilmente, essere mandati a casa. A Monte Carasso tornerò ancora spesso. E volentieri. Mi sforzerò a quel tavolino di non considerare che all’interno di quel bellissimo Convento trova posto anche l’istituto scolastico, i cui allievi e docenti meriterebbero certamente istituzioni di ben altro spessore.