ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


Finanziamento pubblico delle scuole private


Mi si domanda a che punto si trova l’iniziativa per il sussidiamento statale degli allievi che frequentano le scuole private.

Ecco le ultime notizie e qualche breve commento.La Commissione scolastica del Gran Consiglio, dopo aver elaborato il testo conforme, ossia tradotto in articoli di legge il testo dell’iniziativa, si è divisa sulla valutazione politica e sta ora elaborando due rapporti: uno per il NO (autore C. Bordogna), che dovrebbe raccogliere la maggioranza dei commissari, e uno per il SI’ (G. Salvadè). Questi rapporti sono attesi per il 27 di settembre; il 2 di ottobre dovrebbero passare in commissione per la firma finale.

Se le cose andranno davvero così, l’iniziativa potrà venir trattata in Gran Consiglio nella sessione d’autunno, ossia in novembre-dicembre. Dopo di che si penserà alla votazione popolare (sull’iniziativa o se un eventuale referendum a seguito di un controprogetto).

Nel frattempo val la pena di riproporre un paio di altri fatti.

  1. la trattazione dell’oggetto nella seduta del Comitato cantonale del PLR tenuta il 5 settembre scorso. Il testo conforme vi è stato bocciato a grande maggioranza: solo 5 SI’ e 3 astensioni. Il nuovo capo del DIC (Dipartimento Istruzione e Cultura), on. Gendotti, ha ribadito con chiarezza la propria posizione contraria all’iniziativa. Fa piacere constatare come dalla terra di Stefano Franscini escano ancora uomini con la stessa sensibilità civile.
    I giornali hanno riferito della proposta avanzata in quella sede dall’on. Masoni di limitare il sussidiamento agli allievi della fascia dell’obbligo. Motivo addotto: ciò dimezzerebbe, ridurrebbe cioè da circa dieci a circa cinque milioni, l’esborso statale. Ne riferisco soltanto per dire che si tratta di una proposta inaccettabile almeno per tre motivi:
    a) riduce il discorso al livello finanziario, che non è certo il primo da considerare;
    b) aprirebbe comunque una breccia nel sistema, che poi sarebbe facile allargare secondo gli interessi dei privati;
    c) metterebbe a repentaglio proprio la fascia scolastica, quella dell’obbligo, che deve stare più a cuore allo Stato, ossia all’insieme della collettività. E’ proprio in primo luogo la scuola dell’obbligo l’istituzione fatta per garantire, insieme con l’istruzione di base per tutti, l’educazione ad alcuni fondamenti della nostra convivenza democratica, dei quali si è detto più volte. Inoltre non si vorrebbe tornare ai tempi in cui i ragazzi che volevano continuare gli studi, dopo le elementari dovevano trasferirsi nei centri, perché le scuole periferiche non erano all’altezza. La soluzione da difendere è quella che abbiamo: buone scuole dell’obbligo su tutto il territorio.

  2. Segnalo infine che il 28 agosto scorso il Gran Consiglio di Zurigo ha trattato un Postulato assai simile all’iniziativa ticinese di sussidiare con denaro pubblico gli allievi delle scuole private. La NZZ (Neue Zürcher Zeitung) del 29 agosto riferisce succintamente il dibattito.
    Gli argomenti sono gli stessi che da noi: il postulante decanta la maggiore libertà di scelta scolastica per le famiglie e i risparmi che lo Stato farebbe (ma non dice che li farebbe comunque a spese delle famiglie o della qualità del servizio, non si scappa!).
    Gli avversari ribattono: - ogni franco dato ai privati sarebbe tolto alla scuola pubblica, a meno di appesantire ancora i costi per lo Stato, ciò che è difficile; - si teme l’americanizzazione del sistema scolastico, ossia il passaggio a un sistema a più velocità, con separazioni e discriminazioni di ogni genere; - si teme di squilibrare il sistema in favore delle città e a scapito delle campagne; - si dice che la scuola pubblica è un modello di successo, almeno fino a quando sa rimanere al passo con i tempi, come accade da noi; - in tema di scuola si chiede uno Stato forte, che onori i suoi impegni fino in fondo; - anche lì si difende la scuola pubblica come sicuro crogiolo di parità e di rispetto per tutti, di integrazione sociale e di educazione al convivere democratico.
    In votazione il Postulato cade per 85 voti contro 3.

 

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