Il 6 novembre il Gran Consiglio dirà la sua sull'iniziativa per sussidiare gli allievi delle scuole private. Un tema piccolo, in se stesso, un classico "fastidio grasso", se si pensa che in partenza si chiede di sussidiare con denaro pubblico un 3% della popolazione scolastica ticinese che potrebbe benissimo frequentare la scuola pubblica, ma che per motivi diversi (a volte bisogni reali, ma a volte anche preferenze discutibili, come il distinguersi dagli altri, lo starsene per conto proprio...) opta per le scuole private e deve quindi pagarsi le rette. Il 28 agosto scorso il Gran Consiglio di Zurigo ha spazzato via una pretesa analoga con 85 voti contro 3!
Nel Ticino si prevede invece battaglia serrata, perché questi sussidi sono voluti, e fortissimamente voluti, da ambienti (di destra) che sono sulla cresta dell'onda politica. E' stata battaglia serrata in commissione scolastica, lo sarà in Gran Consiglio e alla fine anche in votazione popolare. Ora è la volta del Gran Consiglio. Ricordiamo che l'iniziativa di sussidiare tutte le famiglie che decidono di mandare i figli alle scuole private (anche i milionari!) proviene dagli ambienti di destra (Ppd, Lega, Udc), gli stessi che nell'ultima campagna per le elezioni cantonali hanno promesso "meno Stato", "Stato modesto" e affini. Dire un bel No a queste pretese di sussidi a pioggia, distribuiti a chi non ne ha nessun bisogno, sarebbe ora per loro un modestissimo atto di coerenza, nient'altro. A meno che per Stato modesto non s'intenda quello che fa tirar la cinghia ai poveri e la fa mollare ai ricchi, perfino con sussidi smaccati, insultanti.
Drizzi le orecchie, la gente! Per vedere se i suoi presunti difensori avranno il coraggio di caricare lo Stato di altri milioni di spese; e per Stato intendiamo la cassa pubblica, dove stanno i soldi di tutti. Stia attenta, per vedere se i suoi rappresentanti capiranno l'assurdità di introdurre nuovi gravami (inutili, dal momento che la scuola pubblica è aperta a tutti e fa bene il suo dovere!), in tempi in cui, a forza di salassi per casse malati, tasse in crescita per ogni servizio, balzelli su tutto in aumento continuo, la maggior parte dei comuni mortali stenta ad arrivare alla fine del mese. Un Sì all'iniziativa, o al controprogetto che è zuppa e pan bagnato, dimostrerebbe che quei deputati non sono molto in chiaro sulle difficoltà della gente e sulle priorità dello Stato. Non stiamo poi a ripetere che l'iniziativa apre la breccia per ogni ulteriore sviluppo delle scuole private più diverse nel più totale disordine, e all'indebolimento parallelo della scuola pubblica già oggi costretta a risparmi che le rendono difficile stare al passo coi tempi. Il degrado della scuola pubblica è un effetto già registrato in altri paesi, che adesso si lamentano per la sua qualità nsufficiente e non possono più farci niente. In seguito (anno 2001?) toccherà al popolo pronunciarsi in ultima istanza e rispondere così direttamente alla provocazione di questa iniziativa.
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