ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


Genitori e appelli per la scuola


I recenti appelli sullo stato della scuola ticinese non possono lasciare indifferenti i genitori. Dapprima v’è stato il grido d’allarme del collegio dei docenti del Liceo di Bellinzona (Appello per la scuola), rivolto direttamente “ai concittadini e ai genitori”, cui ha fatto seguito un appello delle associazioni di categoria (Fermiamo la deriva della scuola in Ticino), che chiede “alla società tutta e alla sua classe politica una riflessione sulle priorità degli investimenti”. Questi testi espongono la tesi che le misure di contenimento della spesa che toccano la scuola non sono pienamente comprese dall’opinione pubblica nella loro gravità e per le conseguenze che ne possono scaturire.
Docenti, sindacati ed enti attenti alla scuola segnalano che una serie di tagli ha eroso negli anni la capacità della scuola pubblica di raggiungere gli obiettivi che la società le attribuisce. Si ritiene che il livello della formazione in Ticino si stia deteriorando e si auspica l’apertura di un ampio dibattito pubblico.
Vi sono già state delle reazioni a questi appelli e la Conferenza cantonale genitori (Ccg) non può non esprimere un proprio parere siccome ad essa fanno riferimento più di 130 assemblee di genitori, una quindicina di gruppi genitori e 16 enti attivi a livello cantonale in ambito genitoriale. L’esecutivo della Conferenza condivide le preoccupazioni di fondo espresse in questi appelli e ha pertanto proposto ai propri membri d’iniziare a discutere di scuola all’assemblea Ccg che si terrà giovedì 7 maggio a Bellinzona. I compiti educativi, quelli dei docenti analogamente a quelli dei genitori, dei monitori nel tempo libero e più in generale di tutti gli adulti consapevoli che sono a contatto con bambini e giovani, presentano indubbiamente difficoltà crescenti. Educare, oggi come ieri, significa aiutare a crescere in una società che cambia. Oggi, però, l’entità, la velocità e la qualità dei fenomeni sociali è divenuta tale da rendere sempre più complesso sostenere lo sviluppo delle nuove generazioni. La presenza di nuovi media, il proliferare delle moderne offerte di svago, l’interculturalità, la precarietà di troppi contesti, un’indubbia assuefazione sociale ai toni forti e agli slogan rende ormai arduo il compito degli educatori. Si è alzata l’asticella su cui misurare la bontà del nostro agire quotidiano e calano le risorse con cui far fronte a questo compito fondamentale. Sono diminuite le risorse familiari e continua il contenimento delle risorse della scuola, partner insostituibile per le famiglie, soprattutto nel cercare di ovviare alle crescenti disparità sociali, che a loro volta possono generare ignoranza, precarietà, disoccupazione e violenza. I genitori sono consapevoli della necessità di una rinnovata collaborazione con l’istituzione scolastica e la gran parte di loro è a disposizione per contribuire alle riflessioni e all’azione, a livello locale e cantonale, senza bisogno di multe o altre misure coercitive. Per le famiglie in maggiore difficoltà, invece, bisognerà continuare ad intervenire tramite risposte specifiche.
Dal 2008 la Ccg rappresenta nella Svizzera italiana la Federazione svizzera per la formazione dei genitori, che su mandato della Confederazione sta organizzando l’ambito della formazione rivolta a genitori e famiglie. La definizione proposta a livello nazionale evidenzia che la formazione per genitori, volta a promuovere e rafforzare la competenza educativa, “riflette inoltre sulle condizioni quadro politiche e sociali che concretamente determinano la vita familiare”. La politica scolastica è senza dubbio una condizione quadro fondamentale per un agire coerente delle varie componenti cui spetta il compito di favorire un compiuto rinnovo generazionale della società.
La Ccg sa bene che non è solo una questione di quantità di risorse messe a disposizione, ma che si dovrà discutere anche di qualità dell’insegnamento e di valori su cui impostare il lavoro con i nostri figli e il necessario dialogo con le nuove generazioni. Un’adeguata risposta comporterà però pure una discussione sulle risorse a disposizione della scuola, con elementi a carattere organizzativo (numero d’allievi, servizi di appoggio alle istituzioni scolastiche, monte ore a disposizione per attività collaterali) ma anche in termini sindacali.
La Conferenza cantonale genitori non potrà restare silente in un dibattito che concerne non solo le istituzioni scolastiche, ma più in generale le priorità sociali, educazione compresa. Come può la Ccg partecipare a questa discussione? Quali contributi portare? Inizieremo a parlarne giovedì 7 maggio in assemblea.

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