Nel chiedere sacrifici al mondo della scuola non si può andare oltre senza intaccarne la qualità
L a scuola ticinese gode di ampi consensi e la sua qualità è ampiamente riconosciuta anche oltre i confini cantonali. Ciò grazie alle scelte politiche fatte nel passato e all’impegno e alla professionalità del suo corpo insegnante e degli altri operatori.
Il ruolo del docente ha assunto sempre più compiti che vanno oltre l’insegnamento in quanto il lavoro negli istituti richiede una partecipazione alle molteplici attività collaterali in sintonia con l’evoluzione della società ed i suoi crescenti bisogni.
Le relazioni con gli allievi e con le famiglie, la multiculturalità, l’aumento dei casi difficili, lo sviluppo di tematiche quali la prevenzione e l’educazione alla cittadinanza, le giornate progetto, l’aggiornamento, i progetti educativi d’istituto e le attività parascolastiche richiedono un investimento di tempo e di energie sempre maggiori.
Parallelamente negli ultimi anni lo Stato ha già chiesto dei sacrifici con ricorrenti tagli e misure di contenimento. Ciononostante i docenti hanno risposto con impegno e professionalità garantendo in tal modo un livello qualitativo elevato dell’insegnamento ed un clima favorevole negli istituti. Riteniamo che oltre non si possa più andare senza intaccare sensibilmente la qualità della scuola, per cui non possiamo che essere contrari ai tagli previsti dal preventivo 2004 in votazione il prossimo 16 maggio.