A pochi giorni dal rientro in classe, l'aula, come è giusto, straripa di aspettative, di ideali, di speranze e di novità coltivate e costruite nei mesi estivi da una parte e dall'altra della cattedra. C'è una nuova figura nelle scuole comunali: il direttore generalizzato in tutti gli istituti scolastici che, in ossequio alla recente modifica di legge, sostiene e coordina il difficile lavoro dei docenti e degli altri operatori scolastici. Ciò che manca invece è un numero adeguato di studenti in classe: i partiti infatti frenano non solo la discussione sulla proposta di ridurre a 20 allievi per classe (iniziativa popolare «Aiutiamo le scuole comunali - Per il futuro dei nostri ragazzi» sostenuta dal Sindacato VPOD), ma anche sul compromesso del Dipartimento dell'Educazione di portare a 22 il numero massimo di allievi nelle classi di scuola elementare e media, rinviando ulteriormente la questione per la scuola dell'infanzia al momento in cui sarà obbligatoria. L'eccellenza nella scuola, soprattutto in quella ticinese che vanta un elevato grado di eterogeneità, è e rimane quindi tutta a carico del docente. Le differenze culturali, sociali, linguistiche portate dagli allievi si sommano infatti con gradi diversi di apprendimento a cui il docente deve rispondere diversificando e adattando il programma per ogni bambino. Da qui si evince l'importanza di rispondere al più presto a una richiesta che è stata depositata più di quattro anni fa con il sostegno di oltre 11.000 firmatari e che il sindacato VPOD continua a portare all'attenzione dei parlamentari. Nelle prossime settimane la Commissione scolastica del Gran Consiglio dovrebbe finalmente presentare i rapporti dei suoi membri in merito. Speriamo ci si ricordi che la scuola plasma il futuro dei nostri ragazzi e che è ora di investire per offrire a tutti un adeguato accesso all'apprendimento. Senza più ritardi.