È di pochi giorni fa una sorprendente affermazione fatta dal neo Direttore del Dipartimento dell’istruzione del Canton Vallese Oskar Freysinger per il quale il divorzio dei genitori sarebbe all’origine di un rendimento scolastico meno buono rispetto a quelli dei compagni i cui genitori vivono sotto lo stesso tetto. Sulla scia della votazione sugli sgravi ?scali anche per chi accudisce personalmente i propri ?gli, per altro sonoramente bocciata, l’occasione era ovviamente ghiotta per rilanciare il modello di famiglia tradizionale. Padre che lavora, mamma casalinga e due o più ?gli è un ideale ormai minoritario a fronte dalla realtà dei fatti. Non solo perché la metà dei matrimoni in Svizzera ?nisce in divorzio o perché le famiglie monoparentali sono ormai una normalità, ma anche perché del 50% di famiglie classiche una buona parte vede la madre lavorare. Un lavoro per necessità e per realizzazione personale. Heidi vive ancora qua e là nella Svizzera centrale, ma altrove anche le donne hanno una propria vita professionale. Per fortuna.
Detto ciò secondo la teoria del Consigliere di Stato vallesano in Svizzera dovrebbe esserci la metà dei ragazzi con dif?coltà scolastiche. Non è così e indurre a pensare il contrario è un atteggiamento da censurare, soprattutto se a farlo è un ministro dell’Educazione. La scuola merita prima di tutto rispetto; ha certo dei difetti, ma è quella che ci ha consentito e ci consente di tenere ben alto il livello intellettuale nostro e dei nostri ?gli. A conoscere un minimo le valutazioni internazionali (e i vari studi Pisa ne fanno parte) ci si renderebbe conto con cognizione di causa e non per aver raccolto chiacchiere da bar, che la scuola svizzera (e, aggiungo, quella ticinese) è di qualità, così come di qualità sono gli studenti e gli allievi che escono con certi?cati e diplomi di ?ne studi. I problemi scolastici dei ragazzi, è dimostrato da studi appositi, dipendono in realtà con certezza da una moltitudine di fattori, fra cui l’origine culturale e il livello socio-professionale dei genitori, la situazione economica e quella del mercato del lavoro, le cause biologiche o genetiche, le capacità cognitive, la soddisfazione e la motivazione dei giovani, l’organizzazione del sistema scolastico,… Ma la letteratura speci?ca non cita assolutamente la separazione dei genitori fra le cause di mancata riuscita scolastica. Il divorzio emerge fra i fattori affettivi, ma come meno rilevante rispetto ad altri eventi quali ad esempio un decesso in famiglia o la nascita di un fratello. Per farla breve ed essere intellettualmente onesti occorre certamente affermare che il divorzio non determina un abbassamento del rendimento scolastico dei ?gli. Scelte di politica scolastica sbagliate, invece, lo in?uenzano eccome. In questo settore, per fortuna, non mi sento di invidiare i vallesani, confrontati con un capo dipartimento così competente, documentato e conscio che la Svizzera è da qualche anno, ormai, entrata nel Ventunesimo secolo. Puntare l’indice su tutto quanto non nasca, cresca e appartenga all’era di Guglielmo Tell è, alla ?ne, stucchevole e irrispettoso degli svizzeri stessi.