Su un volantino, distribuito in occasione di una delle innumerevoli tappe del Consigliere di Stato Gabriele Gendotti nel suo giro del cantone per perorare i tagli alla spesa pubblica che colpiscono la scuola e la socialità, spicca uno slogan che recita “La ragione dovrà prevalere sulle emozioni”. Secondo i fautori dei tagli, dunque, tutto quanto sta a sostegno dei quattro referendum, che in poche settimane hanno raccolto oltre 15'000 firme, sarebbe soltanto basato su elementi emotivi. Nulla di più falso, anzi il ricorso ad argomentazioni che fanno capo alle facili emozioni più che alla razionalità è tipico della campagna che sta conducendo il fronte del SI. L’unica tematica da loro ossessivamente cavalcata è la crescita della spesa pubblica che viene descritta in termini apocalittici.
Oltre a far finta di ignorare che la spesa aumenta perché aumentano i bisogni (più allievi, più anziani, più poveri, ecc), i dati vengono presentati con modalità che di razionale non hanno proprio niente.
Ad esempio nel volantino ufficiale, come pure sul sito internet, spicca un grafico sull’evoluzione della spesa cantonale che vuole spaventare l’elettore facendo presa sull’emotività. Per enfatizzare questa crescita si adotta un semplice espediente matematico che non è certo stato inventato oggi. Basta infatti restringere la scala sull’asse orizzontale (x, del tempo) e allargare la scala sull’asse verticale (y, i milioni della spesa) per far sì che la pendenza della curva aumenti in modo tale da avere un effetto visivo impressionante. Il lettore a questo punto non legge nemmeno più le cifre: il grafico risulta quindi chiaramente falsato ed in aperto contrasto con la razionalità che dovrebbe caratterizzare il dibattito.
Il diagramma cartesiano è uno strumento magnifico per poter presentare l’essenza di una situazione ma può essere nel contempo ingannevole. Per questo, e qui mi rifaccio alla mia esperienza di insegnante di matematica, per meglio valutare l’andamento di un fenomeno, è opportuno metterlo a confronto, sullo stesso grafico, con altri. Solo allora si potranno valutare compiutamente le variazioni delle grandezze in discussione.
Nel nostro caso si doveva presentare, accanto alla curva delle spese, anche quelle delle entrate che presenta una inversione di tendenza a partire dal 2002: solo in questo modo i cittadini hanno veramente la possibilità di giudicare quali sono le vere cause delle difficoltà finanziarie del Cantone.
Oppure si potrebbero confrontare graficamente le spese cantonali per la scuola pubblica inferiori alle corrispondenti della media svizzera, confronti già ampiamente illustrati in altri articoli.
Non lasciamoci fuorviare dai messaggi emozionali e votiamo 6 volte NO!