Stefano Franscini è unanimemente riconosciuto come il padre della scuola pubblica ticinese, ma è pure stato il principale promotore della statistica nazionale. A lui si devono infatti il primo censimento federale del 1850 e la proposta, poi concretizzata in seguito, di istituire un ufficio federale di statistica. Tra le sue numerose opere va ricordata la “Statistica della Svizzera”, pubblicata a Lugano nel 1827, e ristampata, a cura di Raffaello Ceschi, nel 1991 dall’editore Dadò.
In relazione alla stretta attualità, l’aspetto interessante è che un’intera sezione dell’opera (il libro VI di oltre 50 pagine) è dedicata al “Governo” ossia, diremmo oggi, alla “Civica”. Una coincidenza che mi ha portato a ripensare ai miei trascorsi di insegnante liceale: pur insegnando matematica (quindi anche statistica) ho sempre cercato di allargare il discorso all’attualità e in particolare alla civica, tema che ha sempre costituito una mia passione coltivata anche in ambito politico.
E resto sempre più convinto che i legami tra civica e statistica siano innegabili e molto concreti; da una parte la civica non può prescindere da dati statistici, e l’insegnamento della statistica trova molto materiale applicativo nella vita politica. Sulla base di queste considerazioni, mi permetto di affermare che la civica, per lo meno nel settore medio superiore, dovrebbe essere considerata materia interdisciplinare e non a sé stante. Senza nulla togliere al ruolo preminente della storia, altre discipline possono contribuire positivamente alla formazione dei cittadini. Oltre alla statistica di ci cui si è detto, si possono citare la geografia, le scienze economiche, la filosofia, l’informatica e altre ancora, senza dimenticare le giornate autogestite che premettono agli studenti di affrontare temi di attualità politica e sociale.
Senza entrare nel merito del dibattito politico in corso sull’applicazione di un’iniziativa popolare, mi auguro quindi che l’auspicato rafforzamento della civica nelle nostre scuole possa tener conto anche dell’aspetto interdisciplinare, se non a tutti i livelli, almeno in quello medio superiore.