Le proposte per il miglioramento della scuola presentate settimana scorsa dal Dipartimento istruzione e cultura sono meritevoli di appoggio per più di un motivo: innanzitutto perché rispondono a necessità oggettive, in secondo luogo perché investono nella formazione una parte di quei mezzi finanziari che l'andamento economico positivo ha messo, negli ultimi tempi, a disposizione dello Stato; infine perché mirano a risolvere i principali problemi che il dibattito che ha preceduto la votazione dello scorso febbraio sul "ticket scolastico" aveva fatto emergere.
Rientrano fra le necessità oggettive le innovazioni proposte in materia di mense, doposcuola, internati ecc. Pure importanti, per il miglioramento dell'"offerta" scolastica, sono le proposte riguardanti l'aumento dei crediti per il materiale e le attrezzature didattiche, nonché quelle relative alla reintroduzione del "monte ore", vale a dire la possibilità per le sedi - a seconda delle singole necessità - di organizzare attività o di prendere iniziative a sostegno dell'insegnamento vero e proprio. Non si tratta di novità rivoluzionarie. Per certi aspetti, si tratta anzi del semplice ripristino di possibilità già esistenti in passato, ma poi "congelate" a causa delle difficoltà finanziarie del Cantone.
Il fatto di procedere ora ad un'inversione di tendenza - dopo la politica dei "tagli" cui anche la scuola è stata sottoposta negli scorsi anni - è dunque da salutare con piacere, perché dimostra come il governo sia cosciente dei problemi del settore.
I quali problemi, a mio modo di vedere, sono essenzialmente due: da un lato, l'esigenza di "stare al passo coi tempi" (necessità simbolizzata dall'impegno a potenziare in particolare l'insegnamento dell'informatica e dell'inglese); dall'altro, quella di evitare che la "modernizzazione" si esaurisca in un tecnicismo fine a sé stesso, che finirebbe per sfornare solo nutrite schiere di quelli che i tedeschi definiscono "Fachidioten". Per evitare questo pericolo, secondo me occorre prestare la massima attenzione all'insegnamento umanistico, ossia a quelle materie che apparentemente non hanno un'utilità immediata (letteratura, storia ecc.), ma che sono pur sempre alla base della formazione intellettuale dell'uomo e del cittadino. A questo aspetto, non mi pare tuttavia che le proposte dipartimentali prestino la necessaria attenzione. E' perciò da sperare che l'iter parlamentare serva a colmare la lacuna. Un altro aspetto delle proposte merita infine di essere sottolineato: i "segnali di distensione" all'indirizzo delle scuole private. Come personalmente avevo già scritto in un commento alla votazione del 18 febbraio ("Opinione Liberale" del 29 marzo) la chiarissima affermazione del primato della scuola pubblica consente ora allo Stato anche di essere più generoso nei confronti dei privati. In quest'ottica, la proposta di applicare in modo meno restrittivo il famoso articolo 84 (aiuto sociale per quegli allievi che devono frequentare scuole private per necessità oggettive) è sicuramente opportuna. Lo stesso si può dire per l'assunzione statale delle spese per il materiale di tutti gli allievi in età obbligatoria. E' naturalmente possibile (e qualche indicazione in questo senso è già affiorata) che qualcuno trovi insufficienti queste misure, e cerchi di spingere ad andare oltre. Anche se qualche ulteriore passo su questa strada non è da escludere (pensiamo in particolare ai casi di sperimentazione di programmi innovativi) la chiarezza del voto del 18 febbraio dovrebbe comunque sconsigliare dal "tirare troppo la corda". Gli sforzi della comunità devono infatti focalizzarsi nel sostegno prioritario alla scuola pubblica. Anche per evitare di sfociare in quella carenza di docenti e in quella perdita di prestigio dell'istruzione scolastica che si manifesta in altri Cantoni, e che ha perfino provocato un grido d'allarme da parte della "Neue Zürcher Zeitung" (si veda al riguardo l'articolo di fondo "Störfall Schule" dello scorso 28 aprile). /blockquote>
jordan 11 legend blue uggs black friday Hologram 13s coach black friday beats by dre black friday jordan 11 legend blue jordan 6 black infrared jordan 6 black infrared jordan 6 black infrared louis vuitton outlet jordan 11 legend blue jordan 13 bred jordan 11 legend blue michael kors black friday jordan 13 grey toe jordan 13 grey toe black infrared 6s jordan 6 black infrared black infrared 6s michael kors black friday barons 13s cyber Monday north face black infrared 6s coach outlet online jordan retro 11 jordan 6 black infrared beats by dre outlet cheap jordans black infrared 6s uggs cyberm monday coach outlet online louis vuitton outlet beats by dre cheap michael kors cyber monday louis vuitton outlet north face cyber monday north face black friday louis vuitton outlet hologram 13s Nike kd vii