Oltre San Gottardo molti scuotono la testa a proposito dell'attuale dibattito cantonticinese sul possibile finanziamento delle scuole private. E frequentemente ci viene chiesto: "Perché mai vi siete imbarcati in una simile diatriba?". C'è chi sospetta che si stia semplicemente scimmiottando quanto già avvenuto in Italia, c'è chi invece, come la Neue Zürcher Zeitung, che dopo aver sottolineato il ruolo decisivo giocato da Comunione e Liberazione, si domanda se non si tratti di un attacco in piena regola allo Stato liberale. Consiglio perciò vivamente la lettura di quest'articolo a tutti quei liberali ticinesi convertitisi improvvisamente all'idea del finanziamento pubblico delle scuole private. La meraviglia dei confederati deriva dal fatto che se c'è qualcosa che tutta la Svizzera ci invidia, ciò è proprio il nostro sistema scolastico, a partire dall'“asilo ticinese" diventato ormai un vero e proprio mito.
I propugnatori del finanziamento delle scuole private sostengono d'esser loro i veri difensori della scuola, in quanto loro sarebbero dei modernizzatori pragmatici, mentre noi non saremmo che degli ideologi un po' ritardati. Se per ideologia si intende, come si dovrebbe normalmente, uno "pseudo-dibattito intellettuale fatto apposta per nascondere interessi materiali o di potere", allora non c'è dubbio su chi stia facendo dell'ideologia oscurantista. E l'esperienza di un po' tutti i paesi è lì a dimostrarlo: anche in Inghilterra la signora Thatcher diceva di voler salvare le ferrovie privatizzandole, anche negli Stati Uniti Reagan giurava che con il sistema del bonus scolastico si sarebbe migliorata la qualità anche della scuola pubblica, grazie allo stimolo della concorrenza. Peccato che nel frattempo le ferrovie britanniche siano diventate dei rottami e la scuola pubblica statunitense probabilmente la peggiore di tutti paesi industrializzati.
E’ quando capiterebbe sicuramente da noi, anche se magari su scala minore; certi processi, una volta messi in moto, hanno difatti una loro ineluttabile dinamica. Anche se tra gli iniziativisti c'è magari qualcuno che in buona fede è ancora convinto del contrario, l'esperienza, come è sempre stato il caso altrove, gli dimostrerebbe ben presto come anche da noi l'introduzione del bonus non potrebbe che potenziare le scuole private, rovinando nel contempo la qualità della scuola pubblica. Alla fine, ed è qui che casca l'asino dell'ideologia, si creerebbero con i soldi di tutti delle eccellenti scuole private per pochi, scuole destinate a diventare evidentemente anche centri di potere.
Perché non migliorare la scuola pubblica? Io sono convinto che la scuola pubblica vada non solo potenziata, ma anche migliorata, e ciò soprattutto in un mondo che diventa sempre più complesso e difficile e dove quindi il ruolo dell'educazione diventa sempre più decisivo. In questi ultimi anni, e non penso solo alle tecnologie informatiche, in Svizzera abbiamo accumulato un certo ritardo, soprattutto nella scuola primaria. Proprio per ciò noi socialisti reclamiamo da diverso tempo una vera "offensiva educativa ", che per tutto il paese dovrebbe richiedere un investimento di 6-7 miliardi per i prossimi cinque anni. Ma se non vogliamo trasformare la democrazia in una pura farsa,. sono anche convinto che perlomeno nell'educazione e nella salute sia principio sacrosanto e intoccabile quello di garantire a tutti lo stesso trattamento e le stesse possibilità. Non possiamo creare né scuole, né ospedali riservati ai ricchi, con corrispondenti istituzioni un po' fatiscenti per i meno abbienti. Ma proprio ciò è quanto capiterà a colpo sicuro (e si veda nuovamente in proposito l'esempio illuminante degli Stati Uniti) con l'introduzione del sistema del bonus scolastico, con il finanziamento delle scuole private. Non per niente oltre Atlantico, se da una parte ci sono alcune istituzioni di punta, dall'altra parte però la qualità media delle scuole (e degli ospedali) è di parecchio inferiore alla nostra.
Ma probabilmente è proprio ciò che certi circoli elitari vorrebbero anche per il nostro paese. Ne sono quasi sicuro, se penso solo a quanto è capitato ogni qual volta in Gran Consiglio si è voluto potenziare la scuola media con l'introduzione per esempio del doposcuola o l'estensione delle mense. Ad opporsi, asserendo che "purtroppo non c'erano i soldi per farlo" sono sempre state proprio quelle forze politiche, che ora sostengono il finanziamento delle scuole private, talvolta magari citando mense e dopo-scuola quali espressioni della loro qualità.
Il trucco è sempre lo stesso: si impoverisce dapprima il settore pubblico, quando la manovra è riuscita se ne denunciano poi le pecche, assicurando che queste possono essere corrette solo introducendo la concorrenza, cioè potenziando il settore privato. Spero che in questo tranello, stavolta, i ticinesi non ci caschino.
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