Fa piacere leggere la presa di posizione dei docenti del Liceo di Lugano 2 sul giorno di congedo pagato, dato a funzionari e docenti quale risarcimento per la sospensione degli scatti di anzianità. Sulle spalle della scuola è stata introdotta l’equazione: ‘non vi aumentiamo i salari = vi lasciamo a casa’. Sta di fatto che, in quel ‘vi’, ci sono: i docenti, gli allievi e la formazione. Come se la scuola dell’obbligo fosse un servizio qualsiasi dello Stato, adattabile senza troppe attenzioni. Come se fosse un costo e non un investimento per i nostri figli confrontati alle crescenti sfide. Ora, a questa frittata se ne potrebbe presto aggiungere un’altra, basata sullo stesso assioma: nel documento del gruppo parlamentare del Plr ‘per un piano di rientro’ cosa si legge al punto 4.2? Che “il Ticino vive una situazione anomala in quanto a scolarità obbligatoria, infatti prevede un anno supplementare di scolarizzazione rispetto al resto del Paese. Si potrebbe valutare se questa differenza è ancora giustificata…”. L’affermazione è semplicemente falsa: il Ticino non prevede nessun anno supplementare di scuola obbligatoria. L’unica differenza sta nell’offerta di un anno facoltativo di scuola dell’infanzia. Che siano i liberali a soffrire di tali amnesie rattrista parecchio. Dai tempi del Franscini gli esponenti dell’ex partitone si sono sempre impegnati, non solo a rendere la scuola obbligatoria, ma anche a prolungarne la durata con educazione e formazione per tutti. Mala tempora currunt!