ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


La scuola domani



Un immenso locale nel quale ronzano centinaia di computer un silenzio da sala di lettura di un biblioteca che si rispetti, ragazzine e ragazzini che vanno e vengono, siedono seri seri di fronte a uno schermo, dita che si muovono agili su di una tastiera. A volte un cubetto colorato vien posto sopra il computer, attira l'attenzione di un istruttore che subito accorre, consiglia, risolve il problema. Il futuro? No, questa è già una realtà. In un paese, è vero, che ha svolto una funzione trainante nell'accesso in giovane età alle nuove tecnologie, ma che ha anche saputo tentare vie nuove per favorire l'approccio ai nuovi mezzi. Ad esempio, non vi deve necessariamente essere, se non in una fase iniziale, l'ora d'informatica: i ragazzi accedono liberamente, dopo un numero ridotto di lezioni, alla grande sala nelle ore pomeridiane, a seconda delle personali necessità di integrare l'attività delle diverse materie con il ricorso al supporto informatico.

Questo è solo un esempio di una delle dimensioni con le quali la scuola si deve confrontare in un momento di inevitabili cambiamenti, di radicali svolte. E finito il tempo delle riforme che permettevano periodi di assestamento di un quarto di secolo, un cambio generazionale, ,prima del prossimo, salutare scossone a questo o a quel grado di scolarizzazione.

La necessaria accelerazione nell'aggiornamento dei processi educativi, l'urgenza di rapido adeguamento al nuovo sono nell'aria, il concetto di riforma permanente è acquisito da anni. L'impegno di chi opera nella e per la scuola è divenuto più oneroso.

Se da un canto i grandi principi generali, quali l'armonizzazione dello sviluppo delle conoscenze, dei sentimenti e del colpo dell'allievo, conservano il loro valore, d'altro canto è ovvio che i modi di attuazione devono tener conto del fatto che la "materia prima" sta cambiando: i ragazzi svezzati alla playstation, che passano ore al giorno in Internet e dimostrano la capacità di desumere informazioni dall'apertura contemporanea o quasi di più finestre sono ormai ben diversi da quelli che seguivano linearmente la griglia di un albo a fumetti o che le avventure le vedevano nascere nella fantasia pagina dopo pagina nei racconti di Salgari. Bombardati da un eccesso di immagini, dimostrano qualche difficoltà nel visualizzare ciò che la parola scritta suggerisce, ma la compensano con altre competenze, dominano linguaggi settoriali che le precedenti generazioni neppure sfioravano, le lezioni che a livello medio vengono loro impartite durano finalmente solo quarantacinque minuti, ma sono generalmente più dense di concetti. Hanno guadagnato in ampiezza, d'orizzonti ciò che hanno perso in profondità. il che non è poco, visto che le strutture sociali e scolastiche li spingono, salvo particolari curricoli, ad anticipare decisamente scelte che per i giovani di ieri costituivano gli ultimi compiti di sviluppo adolescenziali. Saprà ora la scuola svecchiarsi con coraggio sufficiente per introdurre gli adulti di domani in una cultura che permetta loro una ' piena partecipazione alla vita associata, fondata su di un senso civico tale da promuovere scelte coscienti e responsabili?

 

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