I giovani sono sempre più connessi (o sconnessi), con conseguenze anche sul loro percorso scolastico
La rivista online "nelMerito.com" ha pubblicato un articolo (autori: Rosamaria Alibrandi e Massimo Mucciardi) con i risultati di una ricerca sui “nativi digitali” e sul loro rapporto con smartphone, tablet e telefonini, relazionandoli poi al loro impegno scolastico. “Sono stati intervistati, tramite la redazione di un questionario opportunamente predisposto, 531 studenti che frequentano le classi dalla terza elementare alla terza media: la fascia di età analizzata va quindi dagli otto ai tredici anni. Alla domanda preliminare, ‘sai usare il cellulare?’, hanno risposto positivamente ben 508 bambini (95,8%), dei quali 412 (81,1%) possiedono un cellulare personale. (…) Riguardo all’età nella quale hanno avuto il primo cellulare/smartphone, un solo bambino afferma di possederlo già dall’età di tre anni, otto scolari dichiarano di averlo avuto a 4 anni (1,9%), dodici a 5 (2,9%), trentanove a 6 (9,5%), settantadue a 7 (17,5%), ottantasei a 8 (20,9%), settantadue a 9 (17,5%), settantasei a 10 (18,4%), ventisette a 11 (6,6%), dodici a 12 (2,9%) e solo quattro a 13 anni (1%) con un’età media che si attesta a 8,37 anni.” Questi strumenti sono utilizzati per inviare messaggi (20,1%), per giocare (soprattutto dai più piccoli), per ascoltare musica, per telefonare (10,7%), per fare foto o video, per navigare in internet, per fare ricerche scolastiche (4%!).
Oltre al cellulare, il 95% degli intervistati sa usare un tablet, e il 65% ne possiede uno personale e lo usa per gli stessi motivi (e in percentuali simili) del telefonino.
“Entrando più nello specifico, si è indagata la conoscenza dei minori riguardo alle applicazioni di messaggistica e ai social network. Solo uno sparuto numero (13 scolari, il 2,5% degli studenti intervistati) non sa cosa sia Whatsapp, utilizzato dalla quasi totalità degli intervistati; 48 bambini pari al 9,1% dichiarano di non sapere cosa sia Facebook; 276 (52,6%) lo usano e hanno un profilo personale, gli altri (36%) si collegano al social network mediante l’account di un familiare”. Mediamente passano quasi 3 ore al giorno con questi “strumenti” (soprattutto smartphone), ma con differenze significative, che possono arrivare a oltre 5 ore per gli studenti della terza media. L’utilizzo sembra anche correlato con il numero di componenti familiari (più numerosa è la famiglia, maggiore è l’uso giornaliero) e con il grado di istruzione (i figli dei laureati lo utilizzano meno).
“L’uso dello smartphone ha infine un notevole impatto sul rendimento scolastico dichiarato dallo studente, e in maniera inversamente proporzionale al tempo di utilizzo: 2 ore al giorno corrispondono a un profitto ottimo, 2 ore e 50 minuti a un profitto buono, e 4 ore e 30 minuti a uno appena sufficiente.” Rilevante, infine, appare le relazione che emerge tra ‘tempo studio’, ‘tempo per lo smartphone’ e ‘tempo per l’Ipad’: per ogni ora trascorsa in più nell’utilizzo di tali dispositivi diminuisce in media il tempo dedicato allo studio di circa 10 minuti.
Tra gli scolari intervistati, c’è ancora qualcuno che non utilizza lo smartphone? La categoria di studenti che non lo possiede né lo usa (solo 22 ragazzi, pari al 4% del campione), si colloca maggiormente nella scuola elementare e ha genitori laureati. Trarre delle conclusioni da questi risultati sarebbe semplicistico; ma le prospettive future dei “nativi digitali” potrebbero avere delle conseguenze sul loro futuro professionale, o si tratta semplicemente di un’evoluzione naturale?