ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


No a un finanziamento alle scuole private


La scuola: «Io mi nutro della dolce speranza che potrò fare qualche cosa di buono e di efficace per la pubblica educazione,...» queste le parole di Stefano Franscini quando decise di costituire la scuola statale nel 1837. Con queste parole mi permetto di analizzare alcuni aspetti che la riguardano. La scuola deve rimanere innanzitutto un problema sociale e pedagogico, un luogo di formazione!
Il perché io sia contrario a un finanziamento alla scuola privata è essenzialmente che lo Stato deve, e sottolineo deve, mantenere un ruolo che vuole assumere, qui e altrove, nei confronti dei suoi cittadini. A questo proposito è suo dovere mantenere una posizione forte. Questo significa impegnarsi e sforzarsi per avere una scuola pubblica che possa effettivamente essere un luogo di cultura e culture.
Un ulteriore sforzo è quello di avere una qualità e dei mezzi (professori, infrastrutture) per poter trasmettere tutto quello che è la nostra cultura. Voglio far notare che la scuola non è una questione politica ma in special modo sociale. La scuola dev'essere la scuola di tutti ed è proprio per questo che lo Stato deve assicurare la possibilità di un'educazione uguale e di qualità per tutti.
La scuola pubblica è utile anche sotto l'aspetto pedagogico perché offre uno scenario più complesso e diversificato all'interno del quale il giovane può scegliersi un posto - e lo fa lui stesso e non i genitori, potrà così capire il suo ruolo e trovare se stesso.
Proprio per questo è sbagliato investire sulle scuole private; infatti lo Stato avrebbe tanto da investire in quella pubblica senza disperdere denaro altrove.
Sono cosciente che la scuola pubblica ha delle «lacune»; vorrei citarne alcuni esempi per essere più comprensivo: - delle mense nelle scuole, un dopo scuola efficiente, aiutare concretamente le famiglie con casi speciali, ecc.
Aspetti che ritengo fondamentali per un concreto miglioramento della scuola pubblica, dunque non sperperiamo soldi ma investiamo su queste importanti «mancanze», ricordo: nessuno è perfetto!
Per quanto concerne il fatto politico ebbene ritengo che sia un segno d'avanguardia e tangibile per lo Stato decidersi di abbandonare posizioni politiche, e a volte d'interessi personali, a favore di una posizione forte e d'interesse umano per la formazione di uomini consapevoli e felici.
Per me non è assolutamente una questione finanziaria, o una questione di «paura» nei confronti della scuola privata. Infatti cifre alla mano dicono sì, che, in un anno si spendono circa 700 milioni di franchi e che dunque 9 milioni per finanziare le scuole private non danneggiano più di quel tanto il costo complessivo del Dipartimento Istruzione e Cultura, ma è unicamente una questione di principio. Nei diversi rapporti commissionali del Gran Consiglio vengono proposti alcuni esempi di costi con un numero di allievi uguale sia per l'una che per l'altra scuola, risparmiando diversi milioni di franchi, per essere concreti 1967 allievi alla scuola privata costano circa 9 milioni di franchi all'anno mentre nella scuola pubblica lo stesso numero costa circa 26 milioni, dunque risparmiando 17 milioni. Forse però non si pensa a quanto è stato investito prima nella scuola pubblica (infrastrutture, docenti, ecc.), dunque si denota come l'esempio sia fasullo.
Vorrei toccare brevemente l'aspetto delle altre nazioni e degli altri Cantoni svizzeri. V'è da dire che nel resto dell'Europa quasi tutte le nazioni aiutano finanziariamente le scuole private, aiutando le famiglie più bisognose o versando direttamente una quota alla scuola. Se invece guardiamo nel nostro interno si nota che ben altri sette Cantoni oltre al Ticino non contribuiscono alla scuola privata e di questi Cantoni ve ne sono alcuni, Ginevra, Berna, Neuchâtel che sono particolarmente vicini alla scuola pubblica.
Stando così le cose resto della convinzione che lo Stato debba utilizzare le proprie energie a sua disposizione per garantire a tutto il Cantone una scuola pubblica seria e qualificata. Va anche considerato che l'incoraggiamento pubblico dell'iniziativa privata in materia d'istruzione finirebbe col danneggiare la scuola statale. La funzione di integratore sociale della scuola pubblica è un pilastro del nostro Stato. Il fatto che allievi di ogni condizione sociale convivono per anni nella scuola è uno dei valori più importanti della nostra democrazia.
Ogni tentativo diretto o indiretto di mettere in discussione il primato della scuola pubblica va dunque fermamente respinto. Concludo con una battuta: ricordatevi che privata si scrive con una t.

 

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