Il dibattito politico è il cuore della democrazia, ma al centro del confronto dovrebbero essere le opinioni, non i fatti. Mercoledì sera mi è capitato di confrontarmi al Quotidiano con il deputato Steiger sulla decisione del Gran Consiglio in tema di numero di allievi per classe e, sorprendentemente, invece di partecipare a un confronto di idee mi sono trovato nella posizione di dover contestare dei dati ?nanziari manifestamente errati.
In breve: le sezioni di scuola dell’infanzia con oltre 22 allievi (dati anno scolastico 2012/2013) sono 140 su 406. I docenti d’appoggio equivalenti a tempo pieno per queste sezioni numerose secondo i parametri del rapporto sono 70, che ad un costo medio lordo per insegnante di 105’660 franchi ciascuno danno un costo di 7,39 milioni, di cui 2,86 a carico del Cantone e 4,52 a carico dei Comuni. Per le elementari le sezioni con oltre 22 allievi sono 69 su 791. I docenti d’appoggio equivalenti a tempo pieno calcolati sono 43, compresi quelli per le triclassi e oltre, che ad un costo medio lordo di 109’800 franchi ciascuno danno un costo di 4,72 milioni, di cui 1,87 a carico del Cantone e 2,84 a carico dei Comuni.
In?ne da questo calcolo vanno dedotti 1,07 milioni, pari al costo sostenuto dai soli Comuni per i docenti d’appoggio lo scorso anno scolastico.
In totale, se la misura fosse applicata dappertutto, il costo sarebbe di 11,04 milioni, di cui 4,74 a carico del Cantone e 6,30 a carico dei Comuni. Sostenere che un’applicazione piena possa costare 6 milioni dopo aver detto e scritto che una sua implementazione a 1/3 avrebbe avuto un costo di 3,7 milioni è pura demagogia.
I dati calcolati dall’Uf?cio delle scuole comunali forse non sono perfetti, ma non si possono stravolgere a piacimento, a meno di inerpicarsi per strade che abbandonano il campo della politica per avventurarsi su quello della propaganda.
Lo ripeto, il confronto di idee è il sale della democrazia, ma per favore facciamolo su basi serie. I cittadini che vogliono capire hanno diritto almeno al rispetto di queste regole fondamentali e della loro intelligenza, non di assistere a queste spiacevoli situazioni sintomatiche di scarsa serietà d’approccio. Altrimenti ?nisce per avere ragione chi sostiene che in politica si può dire tutto e il contrario di tutto, tesi che è la negazione della politica stessa e che a me ha sempre fatto orrore.