1. Premessa
Il comitato dell’Associazione scuola pubblica dei Comuni e del Cantone (ASPCC), riunitosi più volte nei mesi di ottobre e novembre per discutere della proposta soprammenzionata, ha il piacere di comunicare quanto segue.
Il comitato è cosciente delle difficoltà che sta attraversando la scuola media in questi anni e dei limiti che l’attuale impostazione comporta.
Le allieve e gli allievi sono sottoposti a pressioni sempre più forti, ad una competitività e ad una omogeneizzazione dei metodi di apprendimento che generano senso di frustrazione e non sostengono le abilità degli allievi, quanto piuttosto ne evidenziano le carenze e/o le diversità.La suddivisione di allieve e allievi in corsi attitudinali (1 e 2 / A e B) - introdotta dopo il fallimento della divisione in classi separate di livello A e B - ha riprodotto tra gli anni ’70 e ’80 il modello Ginnasio/ Scuola Maggiore peggiorando rispetto a quelli provenienti dalla SM le possibilità d’inserimento nel mondo del lavoro dei licenziati di sezione B. L’introduzione dei corsi attitudinali in matematica e tedesco non ha negli anni successivi risolto questa contraddizione che preoccupa tuttora gli allievi, le famiglie e gli educatori stessi.
Il superamento dei livelli è ora una opinione condivisa - pur con qualche incoerenza -anche dall’opinione pubblica e dal mondo politico.2. Considerazioni generali sulla proposta operativa
Salutiamo quindi positivamente la presentazione di una proposta che mira al superamento dei corsi attitudinali e base in tempi ragionevoli, ma con alcuni distinguo. La proposta, è ben evidente, frutto di un compromesso, perché, come riportato nella premessa “i tempi non sono (…) ancora maturi per una proposta sull’intero biennio” e quindi al superamento del sistema di “gerarchizzazione” degli allievi.
Spiace però al contempo dover constatare l’assenza di una visione globale, di un progetto scuola media con uno slancio verso il futuro.La proposta per il solo terzo anno è vista come un doveroso passo avanti, dopo anni di immobilismo, nell’ambito di una situazione che da più parti è ritenuta non più trascurabile. Ciononostante proprio questa proposta a metà suscita perplessità che costituiscono un ostacolo alla concretizzazione del progetto.
Questa soluzione, infatti, sembra suggerire che, se da un lato ad alunne e alunni verrà concesso un anno in più per migliorare e scegliere con più consapevolezza un corso attitudinale oppure base, dall’altro all’uscita dalla scuola media allieve e allievi saranno ancora confrontati con le forti pressioni esterne: la predilezione di datori di lavoro e scuole professionali per i corsi A (e di conseguenza delle famiglie) non verrà al momento disincentivata. Se è pur vero che non è la scuola media a dover risolvere questa contraddizione del mercato del lavoro, si continuerà comunque a dar loro un alibi.Ecco perché era ed è essenziale presentare un progetto condiviso e condivisibile per l’intero biennio e non solo per il terzo anno di scuola media.
Solleviamo altresì alcune perplessità sulle modalità di lavoro adottate nell’ambito dell’elaborazione della proposta ora in consultazione. In particolare si constata che dalle riflessioni coi quadri scolastici e nell’apposito gruppo di lavoro è emerso come seppur da un lato sia acquisita la necessità di superamento degli attuali livelli, dall’altra è ancora “difficile trovare una modalità organizzativa concreta sufficientemente condivisa per poterlo sostituire”, nello specifico in quarta media.
Non di meno si evidenzia che le modalità di consultazione dei collegi dei docenti non siano state organizzate in modo da ottenere risultati concreti e paragonabili fra sedi. Emerge, soprattutto, come vi siano “opinioni diversificate e risulta dunque difficile effettuarne una sintesi esaustiva”. I risultati sono quindi da noi ritenuti insoddisfacenti e non costituiscono una solida base sulla quale costruire un progetto globale che invece deve essere condiviso da tutti gli attori interni alla scuola.2.a. Laboratori
I laboratori sono un modello didattico già presente e ben radicato nella scuola media e media superiore del Canton Ticino. Classi eterogenee, ma a effettivi ridotti, hanno dato prova di essere un luogo armonico di apprendimento, in cui è possibile implementare la differenziazione dell’insegnamento, in cui le capacità possono essere meglio valorizzate e al contempo è più agevole sostenere chi necessita di supporto nell’apprendimento della materia. Teniamo a sottolineare che i laboratori di terza classe dovranno imperativamente essere a composizione eterogenea o di fatto non vi sarebbe un effettivo superamento dei livelli attuali.
2.b. Opzioni organizzative
Non ci sentiamo di prendere posizione invece in merito alle due opzioni organizzative immaginate dal Dipartimento. Non sono infatti fornite informazioni che ci permettano di valutare quale delle due andrebbe a favorire maggiormente gli allievi e/o raggiungerebbe risultati migliori per lo studio della materia in esame.
Considerazioni che gli esperti di materia potranno sicuramente fornire anche a posteriori, ma che nell’ambito della consultazione ci avrebbe fatto piacere leggere, capire e discutere.
Spiace, anche in questo caso, che la proposta sia riassunta in poche righe, non suffragata da un’analisi dettagliata e concreta sulla sua applicazione futura con scenari operativi ed organizzativi chiari che possano innescare una sana e costruttiva discussione in sede di consultazione. In particolare ci si aspettava e ci si aspetta che oltre a coinvolgere l’intero secondo biennio di Scuola media, il modello di eventuale superamento dei livelli sia applicato e monitorato in via sperimentale in un sufficiente numero di istituti. Solo successivamente si potrà decidere se estenderlo oppure abbandonarlo.3. Conclusioni
L’introduzione di laboratori nelle materie matematica e tedesco nel terzo anno di scuola media è quindi salutata positivamente dal comitato dell’ASPCC. Un passo nella giusta direzione, con un approccio già conosciuto nella nostra scuola media e che ha già dato prova di solidità ed esiti positivi in altre materie.
Un passo dovuto dicevamo in un momento di immobilismo, per tentare di migliorare una situazione che non convince, prolungando almeno di un anno l’insegnamento in classi eterogenee e posticipando il momento della scelta del futuro formativo professionale. Rimane, però, essenziale che il modello preveda l’estensione del superamento anche nella quarta classe, per introdurre un vero cambiamento e non un elemento che certo migliora ma solo a metà l’attuale sistema.Ci sentiamo soprattutto di chiedere di organizzare una sperimentazione che possa coinvolgere, prima dell’entrata in vigore del nuovo modello, almeno una decina di sedi di Sme sparse in tutto il Cantone, in modo da valutare l’impatto sull’organizzazione delle sedi in contesti diversi e sugli allievi di estrazioni sociali differenti.