Il Comitato dell'Associazione per la Scuola Pubblica ha preso atto della decisione del Gran Consiglio dello scorso 7 ottobre di istituire una nuova facoltà di scienze informatiche presso l'Università della Svizzera Italiana. Al di là dell'esito della votazione finale (55 voti favorevoli, 8 contrari e 10 astensioni), il comitato rileva come nel corso del dibattito siano emersi, anche da parte di deputati favorevoli alla nuova facoltà, numerosi rilievi critici e diverse perplessità: questioni che in buona parte riproponevano quanto enunciato nell'opuscolo "Per l'Università della Svizzera Italiana. Riflessioni e problemi", pubblicato recentemente dalla nostra Associazione.
Il Comitato dell'Associazione per la Scuola Pubblica ritiene che i problemi messi in luce dall’opuscolo e dal dibattito parlamentare richiedano ulteriori approfondimenti; le risposte fornite in aula dal Consigliere di Stato, onorevole Gendotti, e contenute nel rapporto della commissione scolastica che ha ripreso sostanzialmente quanto da noi proposto, ne costituiscono un interessante e per molti aspetti prezioso passo iniziale.
L'Associazione per la Scuola Pubblica continuerà quindi a seguire con attenzione l’evoluzione della nostra Università, sia per quanto attiene agli sviluppi della nuova facoltà di informatica, sia per quanto riguarda il suo complesso e spera di poter contare su un atteggiamento meno chiuso al dialogo da parte della presidenza dell’USI.
Per la facoltà di scienze informatiche, l’Associazione ribadisce come sia indispensabile che venga dato seguito alle garanzie fornite dal Consigliere di Stato di effettiva differenziazione rispetto alla SUPSI, rafforzando i contenuti culturali e matematico-scientifici del bachelor, e che la nomina dei docenti avvenga secondo esclusivi criteri di eccellenza scientifica. In questo ambito è di particolare importanza la rapida messa in funzione del prospettato organismo scientifico indipendente per le procedure di assunzione dei docenti e la valutazione dei curricoli.
In merito alle più generali prospettive future dell'Università, il comitato ritiene che sia giunto il momento di una pausa di riflessione, volta al consolidamento delle strutture esistenti. Nel contempo, è necessario, come indicato anche nel rapporto parlamentare, procedere a una verifica esterna della qualità dell'insegnamento e della ricerca e a una pianificazione a medio-lungo termine che stabilisca le effettive priorità della politica universitaria del Cantone.
I problemi messi in luce dall'Associazione scuola pubblica e dal dibattito parlamentare richiederanno certamente ulteriori approfondimenti, in particolare in occasione della prossima discussione della pianificazione universitaria ticinese e nell'ambito del voto parlamentare sul mandato di prestazione tra Cantone e USI.