L’Associazione per la scuola pubblica prende atto con soddisfazione delle misure prese nei giorni scorsi dal Consiglio di Stato, per far fronte a esigenze della scuola evidenziate dalla campagna per la votazione del 18 febbraio 2001.
Vi scorge anzitutto una benvenuta inversione di tendenza: dopo alcuni anni di larvato disimpegno e di risparmi discutibili, lo Stato riprende l’iniziativa in campo scolastico. Lo fa per esplicito volere popolare (la inequivocabile maggioranza di febbraio) e con criteri sempre sostenuti dall’Associazione: soddisfare i bisogni riconosciuti, senza sprecare soldi, né, tanto meno, scardinare il sistema scolastico ticinese.
L’Associazione apprezza quindi i provvedimenti presi a beneficio della scuola pubblica; approva pure quelli previsti per chi frequenta scuole private, ossia il pagamento del materiale didattico agli allievi dell’obbligo e l’ampliamento dell’aiuto allo studio quando vi siano bisogni personali e sociali comprovati (art. 84 Legge della scuola).
L’Associazione è persuasa che non ci si potrà fermare qui. Come ha contribuito a sollecitare le misure appena prese, così continuerà i propri lavori per studiare miglioramenti in alcuni settori dell’insegnamento: la formazione linguistica generale, l’istruzione-educazione politica e quella religiosa, l’uso appropriato nella scuola delle nuove tecnologie.
Il Comitato dell’Associazione per la scuola pubblica.