ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO

Assemblea dell'Associazione 
Bellinzona 7 giugno 2006


Risoluzione

L’Assemblea dell’Associazione per la scuola pubblica del Cantone e dei Comuni, riunitasi mercoledì sera a Bellinzona, ha preso atto con rincrescimento dell’esito della votazione federale dello scorso 21 maggio, soprattutto per la scarsa partecipazione dei cittadini ad una consultazione che toccava in termini diretti l’ambito della formazione: un segnale negativo che, vista la posta in palio, certamente mostra un malessere generale che va al di là dell’episodio in sé stesso. Dato per scontato il risultato complessivo nazionale, si tiene in ogni caso a sottolineare che il Ticino ha comunque mostrato, con un 40% di no, una preoccupazione per le conseguenze che potranno derivare dalle nuove norme per il suo ordinamento scolastico. Da qui la volontà di prestare la massima attenzione alla futura elaborazione concreta del progetto “HarmoS” – strettamente legato alle motivazioni che hanno portato alla modifica costituzionale appena accettata dal popolo - che la maggioranza della Conferenza dei direttori dei dipartimenti cantonali della pubblica educazione ha voluto per uniformare di fatto, su modelli che non sono i nostri, la scuola in Svizzera, e che penalizzerebbe in termini inaccettabili il sistema, molto più democratico e solidale, da noi vigente. In questo senso, l’Associazione, che si esprimerà nel merito in maniera dettagliata nell’ambito della consultazione aperta dal DECS a questo proposito, invita già sin d’ora le Autorità politiche ticinesi a vigilare affinché non ci vengano imposte, né dagli altri Cantoni né da Berna, modifiche sostanziali alla struttura di un disegno educativo che si ritiene più che valido sul fronte della scuola dell’obbligo.


Relazione del presidente

Lo scorso anno, come ricorderete, ero stato obbligato ad iniziare la mia relazione con una nota allarmata per quello che stava avvenendo nel Comune di Monte Carasso, dove il Municipio aveva in sostanza offerto un ticket scolastico alle famiglie disposte a mandare i propri figli in altre scuole della regione, con particolare e naturale riferimento ad istituti privati. Quell’idea politicamente balorda – che abbiamo subito denunciato e attaccato - è stata poi ritirata, e d’altra parte non poteva essere diversamente. Ma al di là di questo esito positivo, la vicenda deve restare nelle nostre memorie per dirci che non possiamo mai permetterci di abbassare la guardia: la scuola pubblica, a livello cantonale e a livello comunale, è un’istituzione forte e fragile nel contempo: forte perché è parte essenziale della nostra società, un bene comune irrinunciabile, debole perché può essere soggetta, sul piano strutturale, ad un’infinità di influenze esterne, di natura soprattutto politica, che la possono di fatto indebolire. Da qui il nostro impegno, che anche stasera vogliamo rinnovare in termini corali, volto a vigilare il più possibile affinché questo patrimonio rimanga intatto nel suo valore culturale e civile. E la cosa mi pare quanto mai necessaria se appena pensiamo non tanto all’esito della votazione federale dello scorso 21 maggio, quanto piuttosto al fatto che soltanto il 27% dei cittadini ha ritenuto di esprimersi su una questione assai importante per la formazione: come dire che ben il 73% dei ticinesi se ne frega di questi temi delicati e che toccano la sorte dei loro figli-alunni. Una constatazione amara, e che la dice lunga sul lavoro (anche di semplice coinvolgimento) che ci aspetta e che tocca, in generale, tutti coloro che invece amano la scuola.

Proprio a proposito di votazioni popolari, vi ricordo che la nostra Associazione negli ultimi dodici mesi si è direttamente schierata ben due volte: quando il 12 marzo scorso siamo stati chiamati ad esprimerci sul referendum relativo alla limitazione dei sussidi a enti, istituzioni, associazioni, fondazioni e aziende autonome, e appunto quando lo scorso 21 maggio siamo stati chiamati ad esprimerci sulla riforma costituzionale federale relativa alla formazione. In entrambi i casi abbiamo invitato pubblicamente i cittadini a votare no, e lo abbiamo fatto pure tramite una marcata partecipazione alla campagna che ha preceduto gli scrutini. In particolare, prima di prendere posizione sul secondo oggetto, il Comitato ha invitato a parlarne la Consigliera nazionale Laura Sadis che dell’argomento si è occupata a Berna a livello parlamentare. Mi pare inutile ricordare qui come sono andate le cose. Non inutile tuttavia è dire che non ci sottrarremo ad altre analoghe battaglie quando se ne presenterà la necessità.

Una di queste, diretta emanazione del successo della riforma costituzionale federale che abbiamo combattuto, concerne il cosiddetto progetto “HarmoS” elaborato dalla Conferenza svizzera dei direttori dei Dipartimenti della pubblica educazione. Esso mira ad uniformare di fatto il sistema scolastico elvetico secondo parametri organizzativi e ideologici (dettati dai Cantoni svizzero tedeschi più forti) che non ci appartengono, ma che ora la Confederazione potrebbe anche imporci, modificando così fortemente, alle stesse radici, il nostro ordinamento. Il DECS ci ha invitati a partecipare alla consultazione su “HarmoS” i cui termini scadono il prossimo mese di ottobre: un invito che certo accoglieremo; al riguardo segnalo che all’argomento abbiamo già dedicato una seduta di comitato alla quale abbiamo invitato la professoressa Alessandra Moretti, una delle rappresentanti ticinesi attive nell’ambito del progetto federale, e abbiamo designato un gruppo con l’incarico di elaborare sul tema un nostro documento. C’è da augurarsi che la posizione del Ticino, a dire il vero assai debole nella sua essenza minoritaria nel contesto elvetico, possa in ogni caso trovare ascolto anche grazie al fatto che il Cantone è l’unico che comunque (e proprio per il timore di veder imposto ovunque “HarmoS”) ha mostrato una certa opposizione alla riforma del 21 maggio.

Un altro argomento che ci ha occupati quest’anno è stata l’indagine valutativa sulla scuola denominata PISA: un metodo conoscitivo senz’altro interessante e pure utile, ma assai “pericoloso” per l’uso strumentale che se ne può fare a livello politico e mediatico, come ben è stato provato dal clamore e dalle reazioni suscitate dagli ultimi risultati pubblicati. Al tema, in un’ottica soprattutto conoscitiva, abbiamo dedicato una serata pubblica il 25 aprile, non dopo averne parlato preventivamente in seno al Comitato con Diego Erba, Emanuele Berger e Myrta Mariotta del DECS. L’incontro d’aprile, svoltosi a Bellinzona (e che è stato ben frequentato e che si è avvalso di qualificati relatori) non ha certo sciolto i nodi e i legittimi dubbi legati a studi di tal genere, ma certo ci ha aiutati a meglio comprendere come leggere quei dati senza lasciarci fuorviare.

Da notare che all’organizzazione di questa serata si sono man mano aggregati l’Alta Scuola Pedagogica di Locarno e la Conferenza cantonale dei genitori d’allievi, a testimonianza non solo dell’interesse generale delle nostre iniziative, ma pure della nostra volontà di agire sempre, quando possibile e mantenendo ben ferma ovviamente la nostra autonomia, con tutte le altre realtà associative o istituzionali che condividono i nostri ideali e i nostri obiettivi. Atteggiamento questo per altro dimostrato anche dalla nostra adesione alla manifestazione pubblica del 15 settembre 2005 promosso in termini corali da molte associazioni legate ai servizi pubblici, nonché dal fatto che alcuni membri dell’Associazione Movimento per la scuola hanno partecipato ad esempio alla nostra riunione di comitato dedicata a “HarmoS”.

Ma questa rassegna di cose fatte non può naturalmente scordare il convegno di riflessione, per noi altamente qualificante, dedicato all’USI e svoltosi lo scorso 11 giugno a Paradiso, voluto e ideato in stretta collaborazione con il Sindacato VPOD e il Movimento per la scuola. Il giudizio di tutti coloro che vi hanno partecipato è stato positivo circa l’utilità dell’incontro e il livello dei contributi dei relatori invitati. Presto verranno pubblicati gli atti (almeno parziali) del simposio, curati da Chiara Orelli: un documento importante per non lasciar cadere nell’oblio le parole lì espresse con vivacità e passione costruttiva. E – sia detto solo di transenna – voglio in ogni caso ricordare che a proposito di una cronaca televisiva da noi giudicata parziale e distorta della giornata, ci siamo rivolti all’Autorità di mediazione dei programmi della RTSI ottenendo piena ragione.

In sintesi: due incontri pubblici (di cui uno nella veste di vero e proprio convegno), due “battaglie” in occasione di votazioni popolari, diverse prese di posizione tramite comunicati stampa, diverse riunioni di comitato con ospiti esterni esperti d’argomenti che si intendeva approfondire. Non si può dire che la nostra Associazione sia stata con le mani in mano negli ultimi dodici mesi. Non so dire se riusciremo ad esprimere altrettante energie nell’anno che ci attende, anche perché le forze sono quelle che sono, non altre. Magari sarà il caso a farci muovere sull’onda di una cronaca che offre sempre occasioni di reazione, ma certo di argomenti d’affrontare ne abbiamo ancora molti in agenda. Il primo è – come detto – quello di “HarmoS”, ma anche tutti quelli sinora affrontati (PISA, USI, tagli finanziari, ecc.) sono cantieri che rimangono per intrinseca necessità sempre aperti. A questi ne aggiungo solo uno che mi preme ricordare e che se abbiamo lasciato un po’ in disparte negli ultimi mesi non abbiamo certo scordato: l’insegnamento diverso della religione nelle nostre scuole. E’ un tema sul quale ci siamo già espressi, ma che le circostanze impongono di riprendere ora con una certa urgenza.

Ancora una volta un triplice grazie particolare va infine espresso alla nostra vicepresidente, segretaria e cassiera Loredana: non è retorica, bensì viva e sentita riconoscenza per chi realmente, con autentica ed esemplare passione e competenza, riesce – come si diceva da noi un tempo – tenere tutto sotto il giusto controllo. Un dono e una dedizione che per noi non ha prezzo.

Saverio Snider


Verbale

Scusati: Clio Rossi, Raoul Ghisletta, Francesco Cavalli, Raffaello Ceschi, Paolo Tognina, Giorgio Mainini, Aldo Lafranchi.

Verbale dell’Assemblea del 30 maggio 2005: è chiesta la dispensa dalla lettura.

Relazione del presidente:
Loredana Schlegel si incarica di inviarla a tutti i membri del comitato.
Arnaldo Alberti complimenta il presidente per il lavoro serio e fruttuoso che ha svolto in questo anno di presidenza e per il rispetto che ha sempre dimostrato per le opinioni diverse dei membri del comitato. Applauso.

Risoluzione
Viene distribuita una proposta di risoluzione sull’esito della votazione del 21 maggio su “HarmoS”
(Il testo della risoluzione viene inviato a tutti i membri del comitato assieme alla relazione del presidente).
Silvano Gilardoni appoggia la risoluzione. Chiede poi se il convegno sull’USI ha avuto qualche seguito soprattutto nei rapporti con l’università. Chiede anche come prosegue la discussione sull’insegnamento religioso.
Risponde Saverio Snider : I rappresentanti dell’USI alla giornata si erano detti soddisfatti dell’evento, ma, a parte questo, non vi è stata grande apertura al dialogo da parte della direzione dell’USI.
Per quel che riguarda l’insegnamento religioso, la commissione incaricata dal Consiglio di Stato ha presentato tre rapporti diversi bloccando di fatto il discorso. Ora il Consiglio di Stato dovrebbe prendere posizione. Si potrebbe anche pensare di invitare i fautori dei tre rapporti, ascoltare le loro ragioni e prendere poi posizione in merito per cercare di smuovere le acque.
Illeana Forni propone di seguire l’esempio della Spagna che ha abolito l’insegnamento religioso.
Anche Saverio Snider è del parere che si potrebbe seguire l’esempio di Spagna e Francia.
Argante Righetti si associa a quanto detto da Arnaldo Alberti e ringrazia a sua volta Saverio Snider per il suo impegno in seno all’associazione. Continua sottolineando che l’impegno di tutti i membri del comitato si è visto in più ambiti, anche se non è stato sempre ben accolto, vedi le reazioni insofferenti dell’USI alle critiche. Argante Righetti appoggia poi il principio della risoluzione alla votazione del 21 maggio 2006.
Per quel che riguarda l’insegnamento religioso sembra che la procedura di consultazione sui tre rapporti sia imminente, tuttavia l’informazione va controllata, magari interpellando Gabriele Gendotti.
Margherita Snider fa notare che la commissione era formata da persone di parte, venendo così a mancare il pluralismo di idee, e che nessuno della nostra Associazione, che ha lanciato l’argomento, è stato invitato a farne parte. Mancava pure una rappresentanza femminile. Margherita Snider si dice molto pessimista sull’esito dell’iniziativa.
Si decide che Saverio Snider prenderà contatto con Gabriele Gendotti per vedere come procedere.

Rinnovo del comitato:
Argante Righetti
fa notare che manca la voce nell’ordine del giorno.
Paolo Tognina ha dato le dimissioni ieri e, essendosi ritirato all’ultimo momento, non ha ancora un sostituto. Arnaldo Alberti propone di chiedere a personaggi come Paolo Tognina e padre Callisto di rimanere vicini all’Associazione, soprattutto in casi di forte necessità. Silvano Gilardoni propone di introdurre la voce “Votazione per il rinnovo del comitato” in un altro ordine del giorno di un’altra assemblea ordinaria da tenere ancora nel 2006, in modo che nessuno abbia a ridire sulla procedura.

Presentazione dei conti:
Loredana Schlegel
ci annuncia che le finanze sono sane (il resoconto dei conti viene allegato alla relazione del presidente) e che i paganti nel 2005 sono stati 270.

Rapporto revisione dei conti:
Silvano De Bernardi
legge il rapporto. I conti del 2005 dell’Associazione vengono approvati all’unanimità.

Eventuali: nessun eventuale.

Verbalista:
Maitè Forni Jopling

 

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