Risoluzione
L’assemblea dell’Associazione per la scuola pubblica ribadisce la sua preoccupazione per gli effetti sulla scuola pubblica ticinese delle misure di risparmio volute dal Consiglio di Stato e dal Gran Consiglio. La riduzione del numero dei docenti e dei dipendenti amministrativi assegnati alla scuola provoca inevitabilmente una diminuzione delle prestazioni. Inoltre le misure di risparmio impediscono l’attribuzione alla scuola dei mezzi indispensabili per il miglioramento della sua qualità e creano una situazione di grave insicurezza. Ricordiamo che nella votazione del 18 febbraio 2001 il popolo ticinese ha confermato il primato della scuola pubblica e ha manifestato la volontà di ottenere dallo Stato un impegno prioritario per la sua crescita. La volontà espressa dal popolo ticinese, in modo inequivocabile, non può essere ignorata. L’immagine positiva della scuola pubblica è stata recentemente ribadita in un sondaggio.
L’assemblea chiede pertanto al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio di adoperarsi affinché la scuola pubblica abbia sempre e comunque i mezzi finanziari indispensabili per lo svolgimento della sua funzione.L’assemblea dell’associazione conferma inoltre la validità della proposta, formulata dal comitato e ripresa nell’iniziativa parlamentare presentata da Laura Sadis, Marina Carobbio Guscetti e confirmatari, mirante all’introduzione di corsi di cultura religiosa per tutti gli allievi, organizzati e gestiti dallo Stato. Questi corsi sostituiranno l’attuale insegnamento religioso confessionale, sempre meno frequentato e sempre più considerato estraneo alla concezione della scuola pubblica. I corsi tengono conto della perdita che rappresenta per la cultura il diffondersi dell’ignoranza religiosa.
L’assemblea giudica improponibile l’ipotesi del doppio binario, consistente nel mantenimento dell’insegnamento confessionale e nell’introduzione di nuovi corsi di cultura religiosa riservati agli allievi che non frequentano l’insegnamento confessionale. Questa ipotesi introdurrebbe infatti una inaccettabile discriminazione all’interno della scuola.
L’assemblea rileva infine che l’iniziativa ha il merito di promuovere una corretta, moderna concezione della laicità dello Stato.
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