Constatiamo con preoccupazione che il livello della formazione in Ticino si sta da tempo deteriorando.
Rappresentiamo molte componenti della scuola: i docenti di ogni ordine e grado, gli studenti, gli apprendisti e le molte persone che reputano che la formazione sia uno dei capisaldi della nostra società.
Una delle cause principali dello scadimento, sullo sfondo di una politica scolastica complessivamente insoddisfacente, è la diminuzione delle risorse finanziarie che il nostro cantone mette a disposizione della formazione: in Svizzera siamo agli ultimi posti nella classifica cantonale delle spese per allievo, mentre in altri settori il Ticino spende come e più dei cantoni d’Oltralpe.
Le conseguenze sono visibili: classi troppo numerose per consentire condizioni adeguate di insegnamento e di apprendimento, aumento dei casi di burnout nel corpo docente, diminuzione dell’offerta formativa, limitazione della libertà degli istituti, aumento del ricorso alle lezioni private, aumento degli insuccessi scolastici, aumento dell’incidenza dell’appartenenza sociale nel determinare la scelta e il successo nella formazione.
In un momento in cui gli enti pubblici sono disposti a versare miliardi di franchi per aiutare l’economia privata e la società in generale a superare la pesante crisi in corso, rivolgiamo questo appello affinché si faccia beneficiare di questi investimenti anticiclici anche la formazione: è urgente, dopo quasi un ventennio di drastici e dolorosissimi tagli.
La situazione è tale e il mondo della formazione è talmente variegato che le necessità di intervento risultano difficilmente riassumibili. Malgrado ciò, i firmatari del presente appello hanno focalizzato alcuni punti che necessitano di un intervento immediato per fermare lo scadimento in atto che constatiamo quotidianamente:
diminuzione del numero di allievi per classe in tutti gli ordini e gradi di scuola. Nelle scuole comunali, dove il provvedimento non fosse realizzabile a breve termine per mancanza di infrastrutture, maggior ricorso alle figure del docente di appoggio e di sostegno nelle classi;
promozione dell’attrattiva della professione di docente, da raggiungere anche attraverso una giusta rivalutazione del salario, l’abolizione delle penalizzazioni per i neoassunti, la revisione dei percorsi formativi dei docenti cantonali, la riduzione dell’onere lavorativo per i docenti in fine carriera;
potenziamento e generalizzazione dei servizi scolastici quali lo studio assistito, il doposcuola e la mensa.
Ci rendiamo conto che queste misure hanno un costo, ma affermiamo con convinzione che ciò che si spende nella formazione è un investimento e che il lavoro educativo svolto nelle aule richiede un appoggio deciso.
Chiediamo alla società tutta e alla sua classe politica una riflessione sulle priorità degli investimenti: la scuola e la formazione in generale dovrebbero trovarsi in cima a questa lista in un cantone fortemente terziarizzato e che si vuole moderno.
In mancanza di ciò si continuerà a percorrere la via del declino che genera crescenti disparità sociali, ignoranza, precarietà, disoccupazione e violenza.
Associazione La Scuola
Associazione per la Scuola Pubblica
Federazione Docenti Ticinesi
Movimento della Scuola
Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti
Sindacato OCST-docenti
Sindacato VPOD-docenti