Losanna, 5 febbraio 2001
 

Alle forze che si battono contro la privatizzazione della scuola pubblica
 

La mobilitazione contro il finanziamento pubblico alle scuole private, ossia contro lo smantellamento della scuola pubblica in Ticino, è una battaglia fondamentale che travalica i confini cantonali e la sola tematica della difesa di una scuola pubblica di qualità.

Fondamentale perché in gioco non c'é unicamente il futuro della scuola pubblica. Lo scontro in atto oppone infatti due concezioni divergenti.
Da una parte, chi crede che il servizio pubblico sia un strumento inalienabile di una società costruita sulla solidarietà collettiva e al cui centro vi sia la soddisfazione di bisogni sociali fondamentali indipendentemente dalle possibilità economiche individuali, dalla posizione geografica e dal colore della pelle. Bisogni che devono essere un diritto di tutti e di tutte e quindi garantiti dalla collettività. Ma che sono anche valori che non devono sottostare alle "leggi del mercato", alla ricerca smodata di del profitto. In questo senso, l'attacco di cui è vittima la scuola pubblica ticinese si inserisce in quello più vasto della privatizzazione dei servizi pubblici.

Dall'altra parte, quanti vogliono far credere che tutti, ricchi e poveri, hanno da guadagnare dallo smantellamento dei servizi pubblici e dalla libertà di scelta individuale. Riflessione falsa che nasconde la difesa di interessi di classe. È solo sul principio del finanziamento collettivo, che la stragrande maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici possono accedere a un sistema di prestazioni (sanità, formazione, trasporti e comunicazioni, pensioni) altrimenti inaccessibile se basato unicamente sulle disponibilità finanziarie del singolo.
La via individuale porta allora all'esclusione, alla crescita delle disuguaglianze sociali.

La battaglia in corso in Ticino per la difesa di una scuola pubblica e di qualità, ha un'importanza nazionale. Sempre più spesso assistiamo a tentativi, multiformi, di ridurre e indebolire la scuola pubblica. È dunque necessario respingere con forza qualsiasi attacco in questa direzione. Oggi tocca al Ticino, domani ad un altro cantone e dopodomani all'insieme del sistema di formazione svizzero.

Per queste ragioni, l'Union Syndicale Vaudoise e il sindacato SSP-VPOD Vaud esprimono il massimo sostegno alla vostra manifestazione e, più in generale, alla lotta per la difesa della scuola pubblica ticinese.

Union Syndicale Vaudoise:    SSP-VPOD Vaud

Matteo Poretti, segretario politico   Michela Bovolenta, segrataria sindacale


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