RELIGIONI AL PROSSIMO EPISODIO
Paolo Ascierto e Aldo Bertagni
laRegione, 12 febbraio 2016Sembrava tutto finito con il ritiro dell’iniziativa. E invece…
Ppd pronto a rilanciare il sistema misto con un’iniziativa. La Lega forse ci sarebbe, prudenti Plr e PsAltro che requiem. Il ritiro dell’iniziativa parlamentare da parte di Matteo Quadranti (Plr) ha ‘dato il la’ a un altro giro di valzer per storia delle religioni. Tra le fila del Ppd il capogruppo Fiorenzo Dadò sarebbe infatti pronto a lanciare un’altra iniziativa, affinché si concretizzi un compromesso che andava creandosi in Commissione scolastica del Gran Consiglio. Un compromesso che fa così: gli allievi potranno scegliere o l’ora di religione tradizionale o storia delle religioni. Dopo quattordici anni, una sperimentazione triennale e qualche no di troppo, si continua quindi a ballare. «In commissione – commenta il corelatore e deputato Ppd Giorgio Fonio – stavamo arrivando a una soluzione condivisa dalla maggioranza. Peccato che Quadranti abbia ritirato l’iniziativa». Anche perché il modello ‘aut aut’ trovava concorde gran parte della Scolastica e «a mio parere andava nella direzione corretta: la non conoscenza della storia e di ciò che capita nel mondo genera paure, fobie del diverso. E in questo senso, dare a tutti la possibilità di apprendere qualcosa era importante». E ora? «Ora – conclude Fonio – forse altri deputati inoltreranno un’iniziativa: sarò pronto a riaprire il discorso in commissione».
«Ne discuteremo settimana prossima. In ogni caso – dice il capogruppo Plr Alex Farinelli alla ‘Regione’ – capisco i motivi che hanno portato Matteo (Quadranti, ndr) a ritirare l’iniziativa» che a suo tempo era stata inoltrata da Laura Sadis. «È normale che si proceda così quando – aggiunge Farinelli – ci si rende conto che una commissione non va nella direzione auspicata da un atto parlamentare. Una nuova iniziativa? Vedremo. È sicuramente un tema degno di attenzione, ma al momento non è prioritario».
E il Ps? «Considerato che dopo tutti questi anni non si è giunti a niente, bene è a questo punto fare una pausa di riflessione per far decantare la cosa». Pelin Kandemir Bordoli , capogruppo socialista, è convinta che sulla storia delle religioni a scuola «sia opportuno fermarsi un attimo, come abbiamo deciso dopo una discussione in gruppo, per poter poi ripartire dopo un ragionamento un po’ più ampio capace di dirci se esistono ancora o no possibilità d’intesa sull’insegnamento a scuola della cultura religiosa». Il Ps condivide dunque la posizione del Consiglio di Stato che, date le circostanze, ha preferito attendere. Non forzare la mano. Per contro anche i socialisti, così come Quadranti, non sono molto convinti della soluzione individuata dalla maggioranza della Commissione scolastica, ovvero il sistema misto, con le due opzioni: storia delle religioni o religione tout court. «No, questa soluzione non ci piace. Anche perché su questo tema non si può improvvisare», conferma Kandemir Bordoli.
Chi invece non avrebbe avuto problemi a sostenere il sistema misto è Michele Guerra , deputato in Scolastica della Lega dei Ticinesi. «A questo punto è bene che si riformi un tavolo con le parti coinvolte, e cioè il governo con i rappresentanti delle due chiese riconosciute, cattolica ed evangelica» precisa Guerra, che aggiunge: «Con il ritiro dell’iniziativa parlamentare si chiude un ciclo lungo dove si è seminato molto. A questo punto è opportuno individuare una nuova soluzione. Ciò che conta, per me, è che vengano garantiti il primato delle radici cristiane e il diritto ai cattolici di frequentare l’ora confessionale». Superata la fase di ‘decantazione’ la Lega, a detta di Guerra, è pronta a tornare sul tema: «Se la proposta Dadò si concretizzerà così come l’ha presentata ai media [il sistema misto, storia e catechesi, ndr], noi non abbiamo difficoltà a sostenerla». Dopo o durante l’incontro fra le parti coinvolte.STORIA DELLE RELIGIONI: È REQUIEM
Paolo Ascierto,
laRegione, 10 febbraio 2016Quadranti ritira l’iniziativa: ‘La Scolastica stava optando per un sistema diverso da quanto auspicato’
Dopo le ‘frizioni’ con la Curia, il Decs e il governo avevano già rinunciato al progetto.Storia delle religioni rimarrà fuori dalla porta. A tempo indeterminato. Negli scorsi giorni si è infatti scritto l’ultimo capitolo su una ‘materia embrionale’ che ha fatto parecchio discutere negli scorsi anni: il granconsigliere Matteo Quadranti (Plr) ha ritirato l’iniziativa parlamentare elaborata che chiedeva l’insegnamento di tale materia nelle scuole ticinesi. «Sì – conferma Quadranti alla ‘Regione’ –, l’ho ritirata». Anche perché la maggioranza della Commissione scolastica «stava optando per un sistema misto che non era quanto proposto dall’atto parlamentare». Una sorta di ibrido indigesto all’iniziativista che ha dunque deciso di fare un passo indietro. E poi, talvolta, un tale passo serve a prendere la ricorsa: «Ritorneremo sul tema. Magari – continua il deputato liberale radicale – studiando una soluzione che porti nella direzione auspicata». Si vedrà. Al momento si resta al 2002. Ossia a quando l’allora granconsigliera del Plr Laura Sadis depositò l’iniziativa in questione, con la quale si proponeva, ricorda il messaggio governativo, di instaurare “in tutte le scuole obbligatorie e post-obbligatorie a tempo pieno un corso di cultura religiosa”. Il motivo alla base della richiesta? Da un lato la necessità per gli allievi di conoscere “elementi del cristianesimo e della sua storia che risultano indispensabili per la comprensione della cultura e della tradizione europee”; dall’altro il bisogno di “avvicinare i giovani, mediante riferimenti a religioni storiche diverse da quella cristiana, alla comprensione dell’universalità del fenomeno religioso, così da favorire il rispetto di ogni atteggiamento (di adesione a una fede, agnostico o ateistico)”. E poi l’ora di religione ‘classica’ è sempre meno frequentata: se nel 2000 vi prendeva parte il 58,31 per cento degli allievi di quarta media, nel 2015 la percentuale è scesa al 30,88 per cento.
Bene la sperimentazione, ma...
Dell’iniziativa Sadis, ripresa in seguito da Quadranti, si sono perse le tracce per parecchio tempo. Perlomeno fino al 2010, quando è diventata oggetto di una sperimentazione triennale in sei sedi di Scuola media. Com’è andata? Bene, secondo il Centro di competenza scuola e società della Supsi che ha promosso la sperimentazione, suggerendo di optare per il ‘modello doppio binario’. Di che si tratta? In sostanza, la Supsi proponeva di obbligare tutti gli alunni delle Medie a seguire un’ora quindicinale di Storia delle religioni. Allievi che avrebbero al contempo potuto scegliere se seguire anche l’ora di religione ‘classica’. Un’ipotesi che è piaciuta al Dipartimento educazione, cultura e sport (Decs). Ma c’era un ma: non si voleva aumentare il peso della griglia oraria degli allievi. Si è allora chiesto alle Chiese (cattolica ed evangelica) di rinunciare alla lezione settimanale di religione che sarebbe diventata quindicinale. Al consenso degli evangelici ha fatto da contraltare il ‘niet’ della Curia e del vescovo Valerio Lazzeri. Conseguenza: il Decs, e quindi il Consiglio di Stato, ha abbandonato nel marzo dell’anno scorso il progetto ‘Storia delle religioni’. La palla è quindi passata alla Commissione della scolastica, dove in queste settimane stava per l’appunto nascendo un ibrido. Si pensava, in sostanza, di obbligare gli allievi a scegliere o l’ora di religione ‘classica’ o Storia delle religioni. Un ‘aut aut’ che non è piaciuto a Quadranti. Da qui il ritiro dell’iniziativa e il requiem per una materia che non è mai nata.