ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


Voglia di privato?


In Ticino abbiamo una buona scuola, eppure abbiamo la scuola meno selettiva della Svizzera: un tronco comune per tutti gli allievi fino al settimo anno di scolarità, un tasso di bocciature molto basso e, soprattutto, una percentuale di allievi che frequentano la scuola speciale che è addirittura inferiore alla metà della media svizzera.
Ciononostante i risultati conseguiti nella scuola ticinese sono ottimi. E questa non è una vanteria. E’ un dato scaturito da parecchi confronti nazionali e internazionali. Gli stessi risultati sono confermati dall’alto tasso di studenti ticinesi che superano gli esami di maturità e la bassa percentuale di bocciature agli esami universitari.
Tutto merito dell’intelligenza degli scolari ticinesi? O merito del sole che li fa maturare di più?
E allora tutto bene?
Stando a ciò che succede in Ticino si direbbe di no.
Molti sono i pregiudizi sui docenti. E’ vero la loro immagine si è deteriorata, gli insegnanti non sono più gli unici detentori del sapere; sono passati i tempi in cui le persone più importanti del paese erano il sindaco, il curato e il maestro. In questi ultimi tempi poi, qualche sporadico caso di "malefatte" da parte di qualche docente è stato amplificato e drammatizzato dai mass-media (con questo non intendo pretendere che si nasconda ciò che nella scuola non va, ma semplicemente ricordare che non si deve mai generalizzare e che gli errori di alcuni non devono ricadere su tutti gli altri).
Ma, visti i buoni risultati scolastici, ciò che mi preoccupa e mi insospettisce è questa "voglia di privato".
Quali sono i motivi che hanno portato al lancio dell’iniziativa per finanziare la scuola privata con i soldi pubblici? Malignamente potrei rispondere: le difficoltà che incontrano le scuole private ad avere un numero sufficiente di allievi per tenere aperte le loro scuole.
Ma che necessità ci sono per tenerle aperte?
Gli iniziativisti rifiutano l’accusa di voler indottrinare i loro allievi, ma allora come mai buona parte delle scuole private, per non dire quasi tutte, sono così chiaramente connotate?
L’impronta confessionale e ideologica è tutta lì da vedere, anche se non è espressa nella "ragione sociale".
Forse è solo per fare proselitismo oppure - e dal mio punto di vista sarebbe ancor più grave – hanno paura che i loro figli vengano "contaminati" dalla convivenza con ragazzi di altre culture e religioni?

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