I risultati del rapporto Pisa 2012 pubblicati ieri illustrano il dato nazionale del test cui hanno preso parte 11’000 allievi svizzeri di quindici anni, sui 510’000 totali. Il risultato ottenuto dai giovani svizzeri è eccellente. Nei tre campi messi a confronto (matematica, scienze e lettura) otteniamo brillanti piazzamenti. Per la matematica siamo noni sulle 65 nazioni partecipanti, secondi in Europa solo al Liechtenstein. Un dato molto importante che emerge dallo studio concerne l’equità: tra i Paesi dell’Ocse non ci distinguiamo per l’aspetto socioeconomico del risultato, ovvero in Svizzera non si penalizzano gli allievi di classi sociali più modeste. Anche in lettura e scienze risultiamo “significativamente al di sopra della media Ocse”.
Va subito detto che per la Svizzera si tratta di dati aggregati, quindi non ancora separati per cantone.
È presto per dire se la Pisa scolastica vedrà raddrizzare la torre ticinese in passato pencolante: lo sapremo solo verso la metà dell’anno prossimo quando avremo i dati di paragone tra i cantoni, almeno tra i 13 che hanno deciso di guardarsi allo specchio poiché, come è noto, solo la metà dei 26 cantoni e semicantoni svizzeri partecipa a questo ulteriore confronto.
Alla prossima indagine Pisa, nel 2015, la Svizzera parteciperà con un campione nazionale e tre campioni regionali; solo il Ticino si presenterà come cantone.
Per ora mi limiterei dunque ad esprimere grande soddisfazione per il brillante profilo scolastico dimostrato dai giovani svizzeri. Il futuro di una nazione è tanto più roseo quanto migliore è la formazione della propria gioventù. In Ticino il cantiere scuola è in fermento: si attende l’implementazione di Harmos e dei nuovi piani di studio, si sta ripensando l’assetto dell’intera scuola obbligatoria, si cerca di accrescere l’attrattiva della professione insegnante, di facilitare il percorso abilitante ed altro ancora.
Purtroppo il Gran Consiglio non ha seguito il governo sulla limitazione delle classi numerose, ma il tema rimane sul tappeto.
Confrontarci con le altre nazioni e in particolare quelle del nostro continente è importante per la nostra scuola e per chi in essa e per essa opera.
Ci dice dove siamo, a volte ci segnala dove le cose vanno migliorate, ci permette di affrontare la complessa realtà odierna con spirito positivo e vincente. Una scuola che funziona bene è un valore inestimabile per la collettività: noi ci stiamo lavorando.